La paranza di Piazza Carolina sarebbe stata guidata dal 20enne Simone ‘Bomber’ Rizzo alla quale avrebbero fatto parte il 23enne Giuliani Sonny, il 27enne Francesco Rizzo, il 18enne Francesco Pio Bianco, figlio di Rita De Crescenzo, i minori M.C. e I.C (indagati separatamente). Questo gruppo si sarebbe contrapposto alla baby gang di Montesanto, guidata dal 26enne Mario Forte.
Lo scontro tra giovanissimi ha avuto il suo apice violento nella notte del 26 giugno 2025 con il raid armato contro il 26enne. Tutto sarebbe da uno sguardo di troppo che il più giovane dei Rizzo riteneva di aver ricevuto da nemico, così il gruppo di piazza Carolina si sarebbe recato a bordo di un’auto e tre scooter verso piazza a Montesanto, lì ‘o Bomber avrebbe ostentando una pistola platealmente impugnata in pubblico.
L’inseguimento dopo l’incursione della paranza di Piazza Carolina
A sua volta Forte si sarebbe infuriato per l’atteggiamento degli sfidanti così si sarebbe fatto dare una pistola da un complice giovanissimo e avrebbe inseguito, a bordo di un motorino, i ragazzi di Piazza Carolina.
Uno degli scooter fuggiaschi, sul quale viaggiava come passeggero Bianco, approfittando di una svolta in via Pasquale Scura, si sarebbe fermato per sparare diversi colpi di pistola contro Forte che riusciva a schivare i colpi.
A Bianco sono dunque contestati il tentato omicidio di Forte, la detenzione ed il porto in luogo pubblico della pistola utilizzata a Bianco; a Forte la detenzione mentre il porto di armi a Forte: i reati ipotizzati dalla Procura di Napoli sono aggravati dal metodo mafioso.
La vicenda aveva poi una coda lo scorso 16 febbraio, quando il 26enne avrebbe accoltellato per vendetta il figlio della tiktoker. La Squadra Mobile ha vagliato le immagini della videosorveglianza e le intercettazioni ambientali riuscendo a raccogliere prove sul possesso delle pistole da parte delle due paranze rivali.
Proprio una conversazione, intercettata il 26 giugno scorso, tra Forte e un conoscente sarebbe stata analizzata dagli inquirenti per ricostruire i momenti del raid armato. “Non sparai perché stavo troppo lontano. Arrivammo fino a dietro Pasquale Scura, io bussavo, questi qua bussavano ..inc., bum sparò… vicino a ..inc… Già stava a Pasquale Scura lui e con la mano fece così, poi d’istinto quando sentii la botta bum è normale che io mi buttai là dietro“.


