Massacrato di botte da poliziotti in borghese, individuati i 2 agenti con la 500X

poliziotti in borghese

Pestaggio del 23 enne romano, identificati i due poliziotti in borghese coinvolti. E’ al vaglio dei pm della Procura di Roma, che hanno formalmente aperto un fascicolo di indagine, l’informativa dei Carabinieri relativa alla denuncia di un giovane di 23 anni che afferma di essere stato vittima di un pestaggio avvenuto dopo una lite stradale, la notte tra venerdì e sabato scorso, per mano di un poliziotto in borghese. Il procedimento, in cui si ipotizzano i reati di tentata rapina e lesioni, è stato affidato al pm Roberto Felici. Della vicenda scrive oggi il quotidiano Leggo. Il giovane, che ha riportato ferite al labbro suturate con alcuni punti, ha presentato una denuncia ai carabinieri della stazione di Porta Portese.

In base al suo racconto, uno dei due agenti, dopo una lite verbale, lo avrebbe colpito con degli schiaffi. I poliziotti, poi, si sarebbero identificati mostrando il tesserino. La vittima ha, quindi, deciso di chiamare il 112 e in risposta l’aggressore ha tentato di togliergli di mano il cellulare. Sul posto sono giunte varie pattuglie dei carabinieri che hanno proceduto all’identificazione dei due aggressori, risultati poliziotti in borghese, e delle vittime.

Il racconto

I due poliziotti in borghese, a bordo di una Fiat 500 XL di colore grigio, secondo il racconto della vittima  tra schiaffi e pugni hanno sbandierato il distintivo della polizia. E, infatti, da quanto si è appreso i due sono stati identificati. Si tratta di due agenti del Reparto Volanti della Questura di Roma. Entrambi dell’accaduto erano fuori servizio. Al momento in Questura tutto tace, da Via San Vitale non è arrivata nessuna nota in  merito.

Ecco tutta la ricostruzione della storia pubblicata da Leggo.  «Sono stato picchiato senza motivo da un poliziotto in borghese. In una delle strade più frequentate di Roma. Guardate come mi ha ridotto». Ha la voce che trema ancora dallo choc e il volto tumefatto Marco. Un ragazzo romano di 23 anni che sabato scorso ha vissuto improvvisamente un incubo.

«Erano passate le 3 di notte. Stavo tornando a casa con un mio amico dopo aver passato la serata a Trastevere – racconta – arrivati a viale Marconi si affianca allo scooter su cui viaggiavamo un’auto grigia. Era una 500 XL con a bordo due uomini. Mi fissano e mi urlano “ma che cazzo ti guardi?”. Io rispondo per le rime e continuiamo a battibeccare per qualche secondo. Quando pensavo fosse tutto finito si scatena l’inferno».

La voce trema sempre più e il dolore delle ferite diventa più forte: «Ci tagliano la strada, bloccando lo scooter e quello alla guida si avvicina a me. Mi urla in faccia parolacce e minacce di ogni tipo. Poi mi colpisce con due schiaffi fortissimi. In pieno viso. Ero pronto a reagire quando tira fuori il tesserino e mi dice di esser un poliziotto. E urla ancora “e mo che fai?”. A quel punto mi blocco. Non credevo ai miei occhi. Mi urlava “ti arresto”, “ti faccio sparare” e altre frasi rabbiose. Inizio a parlare chiedendo loro perché si stavano comportando così e per tutta risposta mi sferra un pugno in pieno volto».

Il ragazzo è una maschera di sangue. Non si regge in piedi ma decide di chiamare il 112 per denunciare il fatto. «Mettiamo il motorino davanti alla loro auto per non farli scappare – continua il ragazzo – e quell’energumeno ha tentato di togliermi il telefonino. Mi spintonava. In pochi minuti è arrivata un’ambulanza e sei o sette volanti a sirene spiegate che hanno raccolto le nostre versioni».

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