Razzismo da coronavirus contro il Nord, Pino Aprile: “Al Sud offesi per anni senza motivo. Ammalarsi qui non è la stessa cosa”

Pino Aprile

«Ammalarsi al Nord e al Sud sembra non essere mai la stessa cosa, il Paese Italia non esiste». Lo scrittore Pino Aprile, autore del saggio “Terroni’’ (edizione Piemme), commenta così quanto sta accadendo in Italia dopo la diffusione del Coronavirus con la stragrande maggioranza dei casi verificatesi nelle regioni del Centro-Nord, dove pure non sono mai mancate parole e atteggiamento di scherno nei confronti dei meridionali.

Proprio al Sud gli unici 3 casi accertati di Coronavirus riguardano altrettanti turisti bergamaschi in vacanza a Palermo (marito, moglie e un’altra persona), quasi una nemesi rispetto ai tanti insulti ai meridionali negli anni e dopo il tweet dei giorni scorsi del direttore di Libero Vittorio Feltri con riferimento all’epidemia di colera a Napoli negli anni ‘70. «Se volessimo scherzare – afferma in proposito Aprile – dico che nella storia ci sono stati casi in cui degli eserciti per conquistare altri territori mandavano avanti i lebbrosi per provocare un’epidemia. Tornando seri, questa vicenda dimostra, anche in maniera banale, che i diritti come quelli alla salute, ma non solo, dovrebbero valere allo stesso modo a Bergamo come a Palermo». Ma, aggiunge lo scrittore, «questo non accade. Ammalarsi al Nord e al Sud sembra non essere mai la stessa cosa. Allargo il ragionamento e faccio un riferimento pratico per far comprendere certe disparità: per andare nei territori del Mezzogiorno spesso si è costretti ad utilizzare treni vecchi che vanno a rilento. Questo vuol dire che il Paese Italia non esiste».

Tra gli effetti collaterali del Coronavirus, che ha mietuto 11 vittime contagiando al momento oltre 350 persone, le polemiche istituzionali. Nei giorni scorsi il presidente del consiglio Giuseppe Conte aveva parlato dello scoppio di un focolaio di Coronavirus in Lombardia, nel lodigiano a causa di un’ipotetica mancanza di applicazione dei protocolli da parte di una struttura sanitaria suscitando le ire del governatore della regione Attilio Fontana e di parte del mondo medico. Anche qui Pino Aprile cerca di “unire’’ idealmente l’Italia. «Gli ospedali “fetenti’’ ci sono ovunque, come in tante parti ci sono le eccellenze. Non dimentichiamo che la coppia cinese che ha contratto il Coronavirus è stata curata allo Spallanzani di Roma nel quale lavorano quelle 3 ricercatrici, tutte meridionali, che hanno isolato il Coronavirus».

Inoltre: «Va ricordato poi come tantissimi vicepresidenti della Regione Lombardia siano finiti in carcere per aver ricevuto mazzette nella sanità e in carcere per mazzette nella sanità ci è finito anche l’ex governatore Formigoni. A questo si connette la perenne disparità di risorse a disposizione. Se io ad esempio ho 1000 euro a disposizione, come succede nelle regioni del Nord, e ne rubo la metà, ce ne saranno sempre 500 a disposizione. Se, sempre come esempio, invece ho a disposizione 300 euro, come invece capita al Sud, e ne rubo sempre la metà mi restano pochi spiccioli. Capite la differenza?».

Altra reazione, questa volta più d’istinto, è quella avuta dai cittadini ischitani che hanno protestato dopo l’arrivo sull’isola verde di un gruppo di turisti lombardi e veneti appena sbarcati sull’isola (con il prefetto che ha stoppato la decisione delle autorità locali di vietare l’ingresso ai cittadini residenti nei territori dei focolai). In un video delle lamentele, si sente dire ad una donna “per tanto tempo ci avete definito terroni’’ quasi come una vendetta morale. «Io quella frase la posso giustificare. Dal Nord ci hanno definito in taluni modi senza che vi fosse un virus ed anche i cartelli “non si affitta ai settentrionali’’ ha suscitato principalmente una reazione di stupore» il commento di Pino Aprile.