La miccia è accesa e il clima in città è rovente. A Napoli si è tenuta la prima assemblea popolare a sostegno della proposta di legge contro il caro-assicurazioni, un incontro partecipato e dai toni durissimi che ha riunito centinaia di avvocati, commercianti e rappresentanti di associazioni civiche. L’obiettivo è dichiarato senza giri di parole: portare migliaia di cittadini in piazza a fine febbraio per una grande manifestazione pubblica contro quello che viene definito un sistema ingiusto e discriminatorio.
A guidare la protesta è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha attaccato frontalmente il meccanismo delle tariffe assicurative, definendolo un vero e proprio “furto legalizzato”. Dati ISTAT 2024-2025 alla mano, Borrelli contesta la narrazione secondo cui Napoli sarebbe una città a più alto rischio sinistri rispetto al Nord Italia.
“Basta con la favola della sinistrosità” ha tuonato il parlamentare. “A Torino, Milano, Bologna e Firenze si registrano più incidenti che a Napoli, eppure qui paghiamo premi da usura. È un sistema truccato, un tavolo inclinato dove i cittadini onesti perdono e le compagnie incassano solo perché vivi in un determinato CAP”.
Nel mirino finiscono anche la maggioranza di governo e l’ex Terzo Polo, accusati di aver bocciato una mozione sull’equità assicurativa senza proporre soluzioni alternative. “Hanno scelto da che parte stare” accusa Borrelli. “Dicono che il Sud è il motore del Paese, ma poi lo ingolfano con tariffe che sono un vero e proprio pizzo geografico. È un’ipocrisia intollerabile”.
Durante l’assemblea sono stati illustrati anche i punti cardine della proposta di legge popolare. Al centro c’è l’introduzione di una tariffa unica nazionale per gli automobilisti virtuosi, con l’obbligo di applicare il premio medio nazionale a chi non provoca sinistri da almeno dieci anni. Un altro punto fondamentale riguarda il superamento del pregiudizio territoriale basato su presunti dati di rischio, che secondo i promotori non trova riscontro nelle statistiche ufficiali.
La proposta prevede inoltre una stretta sulle frodi, attraverso l’incrocio delle banche dati, per colpire i truffatori senza penalizzare intere comunità sulla base della residenza, e un obbligo di totale trasparenza sui criteri di calcolo dei premi. “Basta algoritmi occulti usati per gonfiare le tariffe” è il messaggio lanciato con forza.
“In Aula hanno bocciato l’equità senza offrire nulla in cambio” conclude Borrelli. “Evidentemente qualcuno ha interesse a lasciare tutto com’è. Noi no. Se il Governo sceglie di proteggere le lobby, noi proteggeremo i cittadini onesti. L’appuntamento è in piazza, a fine mese”.
