Duecentoquaranta pizze formalmente “surgelate”, ma in viaggio all’interno di una comunissima Fiat Panda senza alcun sistema di refrigerazione, con una temperatura esterna che sfiorava i 40 gradi.
È l’incredibile scoperta fatta nella serata di martedì dagli agenti del Commissariato della Penisola Sorrentina, che hanno sventato l’arrivo sulle tavole di un ristorante locale di un carico alimentare potenzialmente rischioso per la salute dei consumatori.
Pizze “surgelate” in viaggio da Nola a Sorrento nella Panda senza frigo, sequestrato il carico
Il viaggio della merce era iniziato da un magazzino di Nola, gestito da una ditta con sede nel Casertano, ed era diretto, verso un’attività di ristorazione sorrentina il cui nome non è stato al momento reso noto. Un tragitto di decine di chilometri affrontato in totale spregio delle basilari normative igienico-sanitarie.
La vettura utilizzata per la consegna era un’utilitaria del tutto inidonea alla movimentazione di merci deperibili: sprovvista di impianto frigo e priva della necessaria coibentazione interna, elementi imprescindibili per garantire la conservazione dei prodotti sotto zero.
A tradire il corriere improvvisato è stata l’evidente e precaria sistemazione del carico. Il personale della squadra Volanti del Commissariato locale – agli ordini dell’ispettore Gaetano Starace e coordinato dal vice questore Alfredo Petriccione – era impegnato nelle consuete attività di monitoraggio del territorio quando ha notato la Fiat Panda.
L’abitacolo era talmente stipato di scatoloni da impedire quasi del tutto la visuale al conducente, che mostrava evidenti difficoltà a mantenere la corretta traiettoria sulla carreggiata. I poliziotti hanno immediatamente intimato l’alt per una verifica, scoprendo l’insolito contenuto: all’interno dei numerosi contenitori erano state impilate ben 16 pizze ciascuno.
Di fronte alla palese violazione delle normative sul trasporto alimentare, gli agenti hanno richiesto il supporto tecnico del personale dell’Asl Napoli 3 Sud, preposto alla vigilanza sulla sicurezza degli alimenti. I tecnici sanitari non hanno potuto far altro che constatare l’interruzione della catena del freddo, procedendo con i dovuti provvedimenti.


