Da sinistra Salvatore Giuliano e Alessio Vicorito

Ha ricostruito minuziosamente cosa accadde quei giorni e come il suo gruppo aveva messo nel mirino gli inquilini di una palazzina di vico Pace a Forcella. Un tempo di proprietà della famiglia Giuliano. Un raid, di matrice estorsiva, che aveva portato all’arresto di Salvatore Giuliano e dei suoi cugini (leggi qui l’articolo). «Da domani siamo noi i nuovi padroni qui! Domani alle due veniamo a prenderci i soldi», queste le minacce del gruppo agli inquilini prima dell’arresto operato dagli agenti della squadra mobile. Lo stesso Salvatore Giuliano ha raccontato ai magistrati come andarono le cose e da chi era composto il suo gruppo

Il racconto di ‘o russ

«L’appartamento che dovevano mostrarmi in quanto all’asta giudiziaria era sottoposto a sequestro; non so chi fosse il proprietario, forse di qualche mio parente; ho comunque firmato un verbale di accesso. Dopo aver constatato la situazione ed aver rappresentato ai —omissis — l’evidente anomalia della situazione, a fronte della quale anche loro rimanevano esterrefatti, siamo andati via. Un paio giorni dopo sono tornato sul posto In compagnia dei miei parenti Cedola Giuliano e Cristian Giuliano, nonché con Morra Antonio, perché volevo capire “come funzionava”, dal momento che io comando a Forcella. Ho quindi compreso, interpellando gli occupanti dell’immobile, che da circa 15 anni l’albanese Boris, che pure abitava in quel palazzo, percepiva il pagamento di somme da parte degli abitanti che, di fatto, occupavano un immobile sequestrato. Per quanto appresi sul posto, solo due degli appartamenti erano sequestrati e solo uno era vendita. … sono poi andato una terza volta insieme alle persone che ho citato sopra e poi il giorno in cui sono stato arrestato la terza volta ho incontrato Boris e insieme ai miei cugini Io abbiamo cacciato perché non era giusto che lui percepisse i soldi dell’immobile in sequestro. Non è vero che lo abbiamo minacciato con le armi e non abbiamo minacciato nessuno. VICorito ha solo dato uno schiaffo a Boris il giorno in cui là abbiamo cacciato e ho solo detto agli occupanti che se avessi acquistato l’appartamento si sarebbero dovuti mettere d’accordo con me per il pagamento del fitto dell’immobile della casa che avrei comprato».

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