Da sinistra dall'altro Salvatore Giuliano, Cristiano Giuliano, Giuliano Cedola e Antonio Morra. A destra Alessio Vicorito

Restano in carcere con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il giudice per le indagini preliminari Giovanni De Angelis ha convalidato l’arresto di Salvatore Giuliano, Cristiano Giuliano, Giuliano Cedola e Antonio Morra finiti in manette domenica scorsa dopo un blitz a Forcella degli uomini della squadra mobile (leggi qui l’articolo).  Secondo la ricostruzione della Procura Salvatore Giuliano da quando è stato scarcerato si sarebbe subito rimesso a capo del suo gruppo. Dato confermato da alcune intercettazioni ricavate dall’ultima ordinanza contro i Sibillo e da un controllo effettuato qualche settimana fa alla Sanità. Qui il 36enne fermato in compagnia di pregiudicati. I poliziotti hanno accertato che quattro uomini, una volta fatta irruzione in uno stabile di vico Pace, avevano minacciato gli occupanti pretendendo che corrispondessero mensilmente una somma di denaro.

Caccia agli ultimi due ras dei Giuliano

Per il gip troppo gravi gli indizi di colpevolezza. Secondo la Procura i quattro si erano recati presso lo stabile di vico Pace costringendo, dapprima, gli abitanti degli appartamenti a scendere tutti nell’androne dello stabile e poi nell’intimargli, con tono perentorio, che da quel momento avrebbero dovuto pagare nello loro mani il canone di locazione, affermando testualmente: «Da domani siamo noi i nuovi padroni qua! Domani alle due veniamo a prenderci i soldi dell’affitto» e, quindi, che sarebbero tornati il giorno successivo per riscuotere da tutti il canone di locazione e che da quel momento si sarebbero presentati il 15 di ogni mese. Oltre ai quattro già assicurati alla giustizia mancano all’appello Alessio Vicorito e Gennaro Imparato.

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