Nessuno sgarro nel mondo dello spaccio. Nessun ammanco nelle casse dei gruppi che gestiscono i traffici di droga nel centro storico di Secondigliano. Luigi Giuseppe Fiorillo sarebbe stato ucciso per vendicare un pestaggio, per ‘dare l’esempio’ come barbaramente si dice in questi casi. Una punizione esemplare da dare in quel circoletto di via Arco dove giorni prima si era verificato un pestaggio. Ad avere la peggio, secondo le prime informazioni raccolte, un ragazzo orbitante nel gruppo Rispoli di Largo Macello che sarebbe stato duramente malmenato. Un ruolo in quella vicenda (ancora tutta da chiarire) l’avrebbe anche Fiorillo (insieme ad altre due persone al momento irreperibili). Una violenza inaudita che avrebbe costretto il ragazzo alle cure dei sanitari. Da lì sarebbe maturato il desiderio di vendetta da parte di chi non poteva certo far passare l’episodio in cavalleria. E così Fiorillo avrebbe pagato con la vita un affronto che, in ambienti di malavita, deve essere punito e in maniera esemplare (leggi qui l’articolo). Al momento dell’irruzione dei sicari nel circoletto erano presenti tre persone. Per Fiorillo, piccoli precedenti per resistenza, spaccio e danneggiamento, non c’è stato nulla da fare. L’ipotetico è d’obbligo in questi casi ma sembra che tutto sia stato originato da una contesa per motivi passionali che dunque farebbero perdere quota alla pista dell’epurazione interna per motivi di droga.

Il precedente della fidanzata arrestata

Un altro retroscena è però emerso nelle ultime ore. Fiorillo era legato ad una ragazza arrestata ad inizio anno per spaccio proprio in via Duca degli Abruzzi, nella zona conosciuta come ‘aret o pizz (episodio riportato da Internapoli leggi qui).  La ragazza fu arrestata dagli uomini del commissariato di Secondigliano (guidati dal vice questore aggiunto Raffaele Esposito). Gli agenti, durante un servizio di controllo del territorio, notarono all’esterno di un edificio di via Duca degli Abruzzi una giovane donna che, alla loro vista, era rientrata frettolosamente nello stabile per eludere il controllo. I poliziotti, entrati nell’abitazione, trovarono occultate in una busta di plastica, 19 stecche di hashish. La giovane arrestata era la figlia di Giuseppe Pica, ex capozona dei Di Lauro, ucciso qualche anno fa in un agguato nella vicino Corso Italia.

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