Quasi 280 anni di carcere. Questo quanto stabilito dalla Corte d’appello di Napoli per i ras e i gregari del clan Abbinante del rione Monterosa. Confermata la condanna rimediata in primo grado, a venti anni di reclusione, per il boss Arcangelo Abbinante, Alessio Cuomo e Patrizio Sergio.
Queste le pene per gli altri imputati: Nicola Capasso (18 anni); Salvatore Iorio (14 anni, sei mesi); Andrea Arpino (11 anni); Francesco Abbinante (classe ’98, confermata la condanna a 14 anni); Paolo Ciprio (11 anni); Claudio Di Napoli (8 anni); Vincenzo Carrino (7 anni e quattro mesi); Vincenzo Pagano (10 anni); Guido Esposito (9 anni e 4 mesi); Francesco Bartolo (7 anni e due mesi); Domenico Martello (8 anni e dieci mesi rispetto agli 11 del primo grado); Giovanna Monetti (conferma della condanna a 11 anni, un mese e 10 giorni); Gennaro Matuozzo (8 anni e dieci mesi); Rosa Marotta (confermata la condanna a 9 anni, 5 mesi e 10 giorni); Luigi Basile (11 anni e 4 mesi); Tommaso Ciriello (9 anni e 4 mesi); Giuseppe Romano (7 anni); Gennaro Russo (confermata condanna a 9 anni e 4 mesi); Salvatore Volpicelli (6 anni rispetto agli 8 anni del primo grado, era difeso dall’avvocato Luca Mottola); Antonio Esposito (6 anni e due mesi); Vincenzo Candido (conferma a 8 anni, 5 mesi e 10 giorni); Salvatore Morriale (6 anni rispetto agli 8 del primo grado, era difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono); Francesco Nocera (8 anni); assolto Vincenzo Frattini per non aver commesso il fatto; Alessandro Errico (6 anni e sei mesi), Domenico Martello passa da 11 anni a 8 anni e dieci mesi difeso agli avvocati Luigi Poziello e Luca Mottola.
L’inchiesta che svelò fiumi di droga gestiti dal gruppo oltre che un fitto giro di estorsioni parti dalle riprese di due telecamere piazzate in via Monte Rosa, attività investigativa che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e delle dichiarazioni dei pentiti, primi tra tutti Luigi Rignante e Giuseppe Ambra. La cosca aveva all’interno anche un altro gruppo, quello degli Esposito, un dettaglio emerso dagli accertamenti.


