Lotta al racket a Giugliano, intervista a Cuomo: “Denunciare conviene, così si indebolisce la camorra”

Luigi Cuomo, presidente dell’associazione Sos Impresa

“Un regalo per gli amici di Giugliano e Qualiano altrimenti…”. Questa la frase che gli estorsori arrestati martedì mattina dai carabinieri di Giugliano, su indagine della DDA, utilizzavano per minacciare le vittime. Nel mirino imprenditori, commercianti e proprietari di hotel. La differenza, rispetto al passato, è che quasi tutti hanno denunciato di aver subito estorsioni o quantomeno hanno confermato. Non tutti, però, hanno fatto i nomi di chi si è recato con fare minaccioso presso le loro attività a riscuotere il pizzo. Qualcuno ha infatti ammesso di essere stato ‘visitato’ dagli aguzzini della camorra ma di non ricordarsi né nomi né volti. La paura di essere oggetto di una ritorsione dopo la denuncia è ancora tanta e difficile da combattere, ma rispetto al passato qualche passo in avanti è stato fatto, soprattutto a Giugliano dove un solo commerciante, negli ultimi anni, ha avuto il coraggio di fare nomi e cognomi di chi aveva chiesto con violenza soldi per “stare tranquillo”. Le sue dichiarazioni, insieme alle intercettazioni effettuate dai carabinieri e le dichiarazioni dei pentiti, hanno portato alla condanna del gruppo delle Palazzine a Giugliano.

Luigi Cuomo, presidente dell’associazione Sos Impresa

“Per invogliare le vittime a denunciare bisogna che vengano messi a conoscenza dei diritti che hanno quando prendono questa scelta”, dichiara Luigi Cuomo, presidente dell’associazione Sos Impresa. “Spesso gli imprenditori minacciati non sanno che non solo non restano soli, ma che hanno diritto ad una serie di tutele come l’accesso al fondo di solidarietà per il sostegno della loro attività e all’appoggio in sede legale durante il processo. ritrovare tranquillità denunciare conviene sicuro efficace liberarsi dalla morsa di un cancro di parassiti”, dichiara Cuomo. Secondo il presidente dell’associazione Sos Impresa non è necessario avere uno sportello fisico sul territorio per denunciare: “Abbiamo sottoscritto un patto antiracket con l’Amministrazione di Giugliano ma è meglio non avere un luogo fisico e facilmente individuabile. Tutti possono chiamarci in qualsiasi momento al nostro numero, poi saremo noi a contattarli e fare un appuntamento in incognito. Ciò che possiamo fare in più è fare maggiormente rete insieme a forze dell’ordine e istituzioni per debellare il fenomeno. In questi anni, soprattutto nel giuglianese, si è fatto tanto e i primi risultati iniziano a vedersi. Con l’ex Capitano dei Carabinieri di Giugliano, Antonio De Lise, avevamo avviato una proficua collaborazione, così come stiamo facendo ora con l’attuale Comandante e tutti gli altri presidi di legalità sul territorio. La prima grande vittoria è quella di far capire ai clan di Giugliano che ora per loro è più rischioso andare in giro a chiedere il pizzo perché ci sono persone che si ribellano e li denunciano. In questo modo si indeboliscono i clan e si fa cadere quel muro di omertà e paura che impedisce alle vittime di denunciare”.