Reparto Terapia del Dolore del Cardarelli, l’appello di Gianni Simioli: “Non va smantellato”

reparto terapia del dolore
Gianni Simioli insieme alla sorella Loredana

L’emergenza Covid che ha colpito il nostro paese negli ultimi mesi sta mettendo in ginocchio anche la sanità campana. A farne le spese, tra gli altri, è il Reparto Terapia del Dolore del Cardarelli che sta pian piano venendo smantellato. A denunciare la situazione è Gianni Simioli, speaker radiofonico di Radio Marte che, tra quei corridoi, ha visto volare via la sorella Loredana“Scusate, scusatemi se vi parlo del reparto Reparto Terapia del Dolore del Cardarelli adesso che siete incazzati neri con i DPCM, le bollette da pagare e il sopravvivere, ma devo farlo per tutti gli altri ammalati, quelli che non hanno la fortuna di essere malati da virus (ebbene si, in questo momento è un privilegio essere effetti da corona)!“.

Lo speaker de La Radiazza racconta il suo rapporto con il reparto di cure palliative“Mentre si parla di covid19 e di sofferenze e decessi provocati da questa tragedia chiamata epidemia, pandemia mondiale, e poi di fame, disoccupazione, lavoro e giustissime proteste (quelle ‘sane’ quelle davvero disperate) io devo cercare di prendere un po’ della vostra attenzione su questo luogo che, prendetemi pure per pazzo, considero meraviglioso e che accompagna i malati oncologici verso quel viaggio che si chiama ‘altrove’ aldilà o ‘nuova vita’”.

L’addio alla sorella Loredana nel Reparto Terapia del Dolore del Cardarelli

“Qui, in questo luogo privilegiato dove è concesso a tutti il lusso di morire tra infermieri e personale medico che sanno dirti “vai!” con un’umanità che ti fa sentire umano, al Cardarelli, se n’è andata via anche mia sorella Loredana. E non posso spiegarvelo, non è naturale o normale raccontarvi quanto noi che l’abbiamo amata e ancora l’amiamo, fossimo addirittura felici a saperla in quel luogo senza ritorno, tra quelle cure senza un traguardo ma che comunque le permettevano di sorridere, fare progetti e sentirsi amata”.

“Questo posto ‘terminale’, ebbene, sta per essere lentamente e con ‘eleganza’ smantellato, perchè servirebbero i posti letto per i ‘nuovi’ sofferenti, quelli del contagiocontinua Gianni Simioli -. Ma vi prego, e dateci una mano, non è un mondo civile quello che salva i salvabili a discapito di chi è stato meno fortunato di noi”.

L’appello, infine, affinché questo messaggio vengo condiviso: “Chiedo scusa alla mia famiglia, tutta quanta, che leggendo queste righe rivivrà certi giorni, ore e ultimi minuti. Chiedo scusa alle mie nipoti, figlie di mia sorella e ormai mie figlie. Dico grazie a mia sorella, perchè so che condivide e sostiene, se mi ha permesso di usare una sua foto per un diffondere al meglio questo messaggio. Scrivete a Vincenzo De Luca, all’Ospedale ‘Antonio Cardarelli’, fatevi sentire. Condividete”.

Reparto Terapia del Dolore del Cardarelli, l’allarme dell’ex primario Vincenzo Montrone

A lanciare l’allarme è l’ex primario Vincenzo Montrone, anestesista rianimatore, un pioniere in questo campo della Medicina. “Da quando sono andato in pensione, tre anni fa, c’erano stati altri tentativi di chiudere il reparto. Era già sguarnito di mezzi e personale…“.
Stavolta il problema si intreccia con l’emergenza Covid. “Dovendo recuperare posti letto per i contagiati”, dichiara Montrone, “hanno smantellato il reparto dov’erano gli ultimi ammalati terminali, sistemando i pochi pazienti rimasti in condizioni disumane e senza privacy”. Eppure quello del Cardarelli è stato un centro pilota. “Ma ora rischia di essere cancellato”.

Cos’è la terapia del dolore

La terapia del dolore è il trattamento di qualsiasi forma di dolore complesso, refrattario, correlato a malattie oncologiche o meno (cioè cura anche i dolori acuti cronici benigni). Le cure palliative sono una filosofia di cura, per i pazienti e le famiglie, nell’evoluzione di una malattia a progressione infausta (con approccio multisciplinare si tenta d’alleviare la sofferenza degli inguaribili, per un fine vita dignitoso).
Il Cardarelli è stato cancellato come hub ed è stato invece designato come tale il Pascale, che è un centro oncologico, dove il malato cronico benigno non va. ”, continua Montrone. “Per cui tentammo di mantenere al Cardarelli almeno le cure palliative, visto che la legge le prevede”.
Il dottor Montrone lancia quindi un sos: “Vogliamo che quel reparto non chiuda e che gli sia restituita la funzionalità che si era conquistato”.

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