Due persone in carcere, una ai domiciliari e quattro con obbligo di dimora: sono le decisioni prese dal gip di Potenza, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’inchiesta sul riciclaggio di auto rubate, che ha portato anche al sequestro preventivo di quattro vetture “di alta gamma” e di beni per 23 mila euro.
I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Polizia stradale di Potenza, Napoli e Salerno. Le sette persone coinvolte nell’inchiesta avevano messo a punto un sistema per “reinserire nel circuito legale del commercio delle auto quelle in precedenza rubate, ripulendo la loro origine delittuosa”.

Nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza e svolta dalla Polizia Stradale di Potenza, il Giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali. Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di 7 persone.

Nello specifico è stata eseguita la custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, l’ordinanza che dispone i domiciliari nei confronti di una persona e quella che dispone l’obbligo di dimora, nei rispettivi comuni di residenza, nei confronti di altre 4 persone. E’ stato disposto il sequestro preventivo di 4 autovetture di alta gamma e, nei confronti di due indagati, il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 23.000 euro. I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Polizia Stradale di Potenza, Napoli e Salerno.

Le persone che sono state sottoposte al provvedimento restrittivo, ritenute gravemente indiziate di riciclaggio di autovetture rubate mediante la predisposizione e presentazione presso la Motorizzazione Civile di Potenza di falsa documentazione, sono M.L., G.C., F.V., A.S., R.V., C.P., M.P.




Lo scopo dell’attività accertata dalla Procura era quello di reinserire nel circuito legale del commercio delle automobili quelle in precedenza rubate, “ripulendo” l’origine delittuosa del bene attraverso una serie di escamotage. In particolare, le indagini (che hanno consentito di accertare 13 episodi di riciclaggio di auto rubate) hanno disvelato un “sistema” di ripulitura delle auto di provenienza illecita molto ingegnoso: venivano predisposte false denunce di smarrimento (con falsa firma di colui che era stato derubato dell’auto) relative alle targhe e ai documenti di circolazione delle auto rubate che, esibite presso la Motorizzazione di Potenza, hanno consentito il rilascio, in favore dei riciclatori, di altre targhe e documenti di circolazione che non risultavano censiti nell’archivio dei veicoli rubati.

Ottenute le nuove targhe, che risultavano emesse a nome del proprietario vittima del furto, i riciclatori, con false dichiarazioni di vendita, hanno trascritto la proprietà del veicolo presso gli uffici del P.R.A. a persone compiacenti o comunque facenti parte dell’organizzazione. Affinché quest’ultima formalità potesse essere espletata, presso gli uffici del P.R.A.  è stata presentata altra documentazione apocrifa (carte di circolazioni italiane o estere false) in maniera da ottenere l’intestazione del veicolo e poter richiedere, successivamente, anche l’aggiornamento della carta di circolazione. Circostanza quest’ultima che ha permesso all’organizzazione di ripulire completamente il veicolo oggetto di furto e di porlo in commercio sull’intero territorio nazionale.

Sono state, inoltre, individuate anche due ipotesi di infedele nazionalizzazione relative a veicoli rubati per i quali sono stati presentati falsi documenti di circolazione estera, nello specifico tedeschi e danesi.

Nel corso dell’indagine, M.L., oggi destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, era già stato arrestato in flagranza di reato mentre tentava di immatricolare, presso la Motorizzazione di Potenza, un’auto rubata esibendo una falsa carta di identità. Ben 13 auto di valore sono state sequestrate e restituite ai legittimi proprietari e sono state complessivamente denunciate 9 persone.

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