Roberto Mazzarella è stato inserito nella lista dei latitanti di massima pericolosità. Secondo il sito del Ministero dell’Interno, il 47enne è accusato omicidio aggravato dall’agevolazione ad associazione criminosa di tipo mafioso in concorso. Mazzarella ha ricevuto un mandato di arresto europeo emesso dal Tribunale di Napoli risalente allo 18 aprile 2025.
L’altro latitante napoletano
Renato Cinquegranella, classe 1949, è praticamente scomparso dal 2002. Ricercato per associazione a delinquere di stampo mafioso e per essere un killer dell’organizzazione. È ricercato per omicidio, detenzione e porto illegale di armi, estorsione e altro. Era originariamente legato alla Nuova Famiglia, storici rivali della Nuova Camorra Organizzata.
Un volto come tanti, eppure il suo nome compare nelle cronache giudiziarie di due dei delitti che più sconvolsero Napoli. L‘omicidio di Giacomo Frattini, detto “Bambulella”, militare della NCO, torturato, ucciso e fatto a pezzi nel gennaio dell’82. La vittima fu trovata avvolta in un lenzuolo nel bagagliaio di un’auto, mentre testa, mani e cuore furono trovati tagliati e chiusi in due sacchi di plastica all’interno dell’auto.
Cinquegranella è anche ritenuto in qualche modo responsabile della strage del capo del Nucleo Investigativo della Polizia di Stato di Napoli, Antonio Ammaturo, e del suo autista, Pasquale Paola, “firmata” nel luglio 1982 dalle Brigate Rosse (organizzazione terroristica politica). L’episodio ha confermato l’esistenza di un “patto scellerato” tra le “Brigate Rosse” e i vertici della camorra nel centro di Napoli. È latitante dal 2002 e da dicembre 2018 sono in corso ricerche internazionali, finora senza esito. È uno dei più ricercati a livello nazionale. Condannato all’ergastolo. Gli altri due latitanti presenti nella lista sono Attilio Cubeddu e Giovanni Motisi.
Omicidio della ‘marenna’, le accuse contro il boss latitante Mazzarella

