Sant’Antimo. Omicidio boss Verde, annullato ergastolo per Luigi Di Spirito

La corte di Cassazione, prima sezione, ha annulato con rinvio la condanna all’ergastolo nei confronti di Luigi Di Spirito, esponente della malavita di Sant’Antimo, quale è finito sotto processo per l’omicidio di Francesco Verde, capoclan di Sant’Antiamo ucciso a colpi di pistola e di fucile a Casandrino in strada il 28 dicembre del 2007. Gli avvocati Saverio Senese e Bruno Von Arx hanno rappresentato una tesi sulla difesa che è stata successivamente accolta: i difensori avevano messo in dubbio la ricostruzione della dinamica e degli episodi dei collaboratori di giustizia e in modo particolare quelle dell’ex boss Vincenzo Marrazzo, invitando a valutare in aula il contenuto di un video che riprendeva il colloquio di quest’ultimo con alcuni dei suoi familiari all’alba del pentimento. Proprio da quelle immagini potrebbe emergere il sospetto di un presunto complotto: Marrazzo avrebbe anticipato ai familiari le dichiarazioni che avrebbe reso di lì a poco da pentito in modo da assicurarsi dei riscontri alle sue parole. Tesi, tuttavia, da verificare. Ci sarà, dunque, un nuovo processo d’appello a carico di Luigi Di Spirito.

Di Spirito -riporta Il Mattino- nel processo dovrà rispondere dell’accusa di essere uno dei presunti mandanti dell’agguato al boss Francesco Vedere, visto il fatto che secondo i pentiti sarebbe stato presente alla riunione in cui furono decisi i dettagli su quell’omicidio. Verde -chiamato o negus- era un capoclan storico tra Sant’Antimo e dintorni: il mandante dell’assassino doveva conoscere bene i suoi spostamenti. Il killer lo aspettò a Casandrino, sul corso, e fu pronto ad affiancare l’auto su cui viaggiava: venti proiettili. Con la vittima c’era il nipote, che tentò un’inutile corsa in ospedale. La sua fine ha modificato gli equilibri criminali, condizionando la storia di una parte della camorra influente tra Casandrino, Sant’Antimo e Grumo Nevano.