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Si costituisce dopo gli spari a Secondigliano, scatta il fermo per Savio Margarita

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Tentato omicidio e armi. Questo quanto contestato a Savio Margarita, consegnatosi ieri pomeriggio in Questura presso gli uffici della squadra mobile, accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Valentina Alfieri. A Margarita è stato applicato il fermo per il ferimento del patrigno Salvatore Marino, colpito ieri sera all’addome e alle gambe nel cortile della loro abitazione su Corso Secondigliano.

Dietro il raid mesi e mesi di tensioni familiari, due famiglie dove regnano gli screzi e numerosi litigi in passato tra lo stesso Marino e Margarita. Ieri il culmine quando i due hanno iniziato a insultarsi all’esterno del commissariato di Secondigliano, dove si erano recati subito dopo l’arresto del fratello di Savio, Stefano, bloccato in un centro di demolizioni perché trovato in possesso di armi e droga.

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Una parola tira l’altra e i due ieri sera si sono affrontati nuovamente, questa volta con un finale tragico. Gli spari, poi la fuga di Savio Margarita fino a ieri pomeriggio, quando si è presentato negli uffici della Mobile per raccontare la sua versione. Margarita ha spiegato al pubblico ministero Cirillo di essersi soltanto difeso, versione che non ha convinto con l’applicazione del fermo. Prossimo passaggio sarà l’udienza di convalida. Intanto restano gravi le condizioni di Marino.

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