Luigi Rignante ha instradato gli inquirenti sulla piazza di spaccio Trentatré di Scampia fornendo dettagli importanti sulla riapertura. La DDA di Napoli ha ascoltato l’ex reggente del clan Abbinante per ricostruire l’organigramma del gruppo guidato dai capi Salvatore ‘Saviucco’ Mele e Massimiliano ‘Maglietella’ Cafasso.
Nel luglio 2021, il collaboratore di giustizia ha parlato della vendita di kobret e cocaina nell’ex lotto SC3 di via Arcangelo Ghisleri: “Oggi la piazza è tornata sotto la gestione di Salvatore Mele che ha preso il posto di ‘frizione’ (Salvatore Roselli, oggi collaboratore di giustizia ndr), e che è oggi il referente assoluto degli Amato-Pagano su Scampia. Se noi degli Abbinante avevamo un problema e dovevamo parlare con gli Amato-Pagano, dovevamo contattare Roselli poi dopo l’arresto di quest’ultimo, il Mele“.
A dicembre 2021, l’ex ras degli Abbinante ha svelato importanti dettagli sull’organizzazione: “Salvatore Mele, detto Savio, attualmente luogotenente degli Amato-Pagano su Scampia dove gestisce – nella 33 – la piazza di kobret e cocaina. Per lui lavorano Giovanni Conte e Salvatore detto Peruto (Montefusco), poi Fabio Cartigiano ed altri che ho indicato nei miei manoscritti“.
Il blitz a Scampia
Stamattina la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 28 persone indagate per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravata dall’essere il numero degli associati superiore a dieci e – per 5 soggetti – dal metodo mafioso. Di questi, 24 sono risultati destinatari della misura cautelare della custodia in carcere, mentre 4 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.
Il provvedimento cautelare è frutto di una complessa attività di indagine, svolta da personale della Squadra Mobile di Napoli e coordinata dalla Procura di Napoli, avviata nella primavera del 2022. Le indagini hanno consentito di riscontrare in pieno le dichiarazioni di Rignante, accertando che i narcos di Scampia non curavano solo l’approvvigionamento all’ingrosso e la conseguente vendita al dettaglio. Ricostruite anche la vendita tramite le consegne a domicilio o per appuntamento in strada tra Chiaiano, Miano e Colli Aminei. Dunque attraverso le parole dell’ex ras è stata accertata l’esistenza di una piazza di spaccio di kobret e cocaina nella Trentatré di Scampia, riconducibile al clan degli Amato-Pagano.
Patto con gli Amato-Pagano, arrestati i ‘nuovi’ narcos di Scampia

