Vivevano una sorta di simbiosi criminale nata dall’accordo per la vendita della droga. Ieri sono stati arrestati Raffaele ‘Rockets’ Paolo e il 38enne Rosario ‘Pipistrello’ De Angelis, il primo è accusato di aver gestito una piazza di spaccio nella roccaforte del clan Di Lauro a Secondigliano mentre il secondo avrebbe avuto in mano le vendite tra il Vasto e l’Arenaccia. La Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, ha scoperto anche le forniture che partivano dal quartiere del centro e arrivavano alla periferia nord.
Il ras De Angelis sarebbe stato aiutato nello spaccio da diversi familiari, infatti tra gli arrestati ci sono il cognato Nicola Vecchione, i fratelli Fabio e Salvatore De Angelis, le sorelle Stefania e Immacolata De Angelis, la cognata Tamara Murgia ma anche l’estraneo Ciro Perrino. Gli inquirenti hanno ricostruito diversi episodi avvenuti tra novembre 2019 e luglio 2020: la cognata del ras dell’Arenaccia e il fratello Salvatore sono stati arrestati dai carabinieri a Valmontone mentre trasportavano oltre 4 kg di cocaina.
Il profilo del Pipistrello secondo il pentito del clan Di Lauro
Il collaboratore di giustizia Pasquale Paolo, figlio di Raffaele, ha parlato anche del Pipistrello: «Posso dire che è l’amico di mio padre, di San Giovanniello, una zona di Napoli che si trova verso Calata Capodichino… Ha prestato un appartamento a mio padre a San Giovanniello quando mio padre aveva litigato con mia madre. Ha lavorato molto, per almeno 7/8 mesi con mio padre, facevano la cocaina. All’epoca, quando è uscito mio padre, lui era molto forte. Lui faceva le puntate sui carichi di cocaina in arrivo a Napoli, da 20 kg a salire (la quota sua). Se c’era “secchenza” di cocaina, mio padre si rivolgeva anche a questo Rosario, il quale a sua volta comprava anche da
mio padre, se ne aveva disponibile lui».

