Era la sera tra l’11 e il 12 dicembre scorso quando al numero di emergenza delle forze dell’ordine furono segnalati spari in piazza Carolina a Napoli. Sul posto gli investigatori repertarono un bossolo di pistola, segno che erano stati sparati proiettili veri, non fuochi d’artificio o colpi a salve.
Fondamentali per le indagini, ancora una volta, le telecamere di zona che avevano ripreso movimenti e volti. Dopo circa un mese, la svolta e gli arresti.
Spari tra paranze in piazza Carolina, fermati tre minori e un maggiorenne
In manette 3 minori e un maggiorenne. I 3 minorenni risiedono ai Quartieri Spagnoli. Sarebbero stati loro ad agire per primi, arrivando armati a piazza Carolina e sparando. “Per uccidere” è la tesi alla base dell’ordinanza. Il loro obiettivo, un gruppetto di “rivali” residenti nella zona dell’attacco.
Non definite le motivazioni: non è esclusa la lotta per il controllo del piccolo spaccio o semplicemente per il possesso della piazza, o magari per futili motivi.
La reazione degli obiettivi del raid non si sarebbe fatta attendere: sono andati armati in territorio avversario, ai Quartieri Spagnoli, e hanno fatto fuoco contro la casa di uno dei nemici. Una stesa per sottolineare che la guerra era aperta e che le cose non sarebbero finite lì. Anche in questo caso fondamentali le immagini registrate dalle telecamere di zona.
Gli interrogatori di convalida si terranno lunedì. Al pm Ugo Miraglia Del Giudice il fascicolo sui 3 minori dei Quartieri Spagnoli. Al pm Celeste Carrano con l’aggiunto Sergio Amato quello sul maggiorenne, del gruppo rivale.

