E’ il collaboratore di giustizia Massimo Molino uno dei grandi accusatori del gruppo di via Monte Faito smantellato questa mattina dal blitz degli uomini del commissariato di Secondigliano. E’ stato l’ex sodale del gruppo a svelare il funzionamento della piazza dei giardinetti, un ‘punto vendita’ che funziona ininterrottamente da trent’anni e che questa mattina è stato smantellato dagli uomini agli ordini del vice questore aggiunto Tommaso Pintauro. Molino ha spiegato agli inquirenti il funzionamento e i ruoli del gruppo che doveva pagare la quota al ras Luigi Carella, referente dei Licciardi per il Rione Berlingieri:«Il gruppo di Carella opera su via Monte Faito fino a via Abate Desiderio e metà del Parco Acacie di Casavatore.
L’unica piazza vera e propria di cocaina è quella di via Monte Faito 180 gestita da Antonio Bruno e dal cognato Ciro Cardaropoli che, fino a mezzanotte, spacciano su strada presso l’abitazione di Cardaropoli. Durante lo spaccio su strada la droga è custodita presso i giardinetti, nei pressi dell’albero detto di Padre Pio oppure in un vicoletto adiacente senza uscita. Nella piazza lavora anche il figlio di Antonio Bruno e tale Antonio ‘o gemello. La piazza paga 3mila euro al mese a Carella ed è attiva da 30 anni. Prima Bruno e Caldaropoli pagavano alla Vanella, andai io stesso a riscuotere la cifra per conto di mio cognato Corrado Orefice, sto parlando però del 2015».


