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Massiccia operazione di controllo della Polizia Locale di Napoli in Piazza Carlo III, finalizzata al contrasto dell’occupazione abusiva di suolo pubblico e alla verifica della regolarità edilizia delle strutture a servizio delle attività commerciali.
L’intervento si inserisce nel più ampio piano di tutela del decoro urbano e della legalità intrapreso dal Comune di Napoli per garantire il rispetto delle norme urbanistiche e la salvaguardia del patrimonio storico-architettonico della città.
Sequestrati 5 strutture
Gli agenti della Unità Operativa San Lorenzo, supportato dalle Unità Operative Avvocata, Secondigliano e Scampia, ha portato alla luce gravi irregolarità che hanno condotto al sequestro preventivo di cinque strutture (ai sensi dell’art. 321 c.p.p.). Le violazioni accertate: da “dehors leggeri” a nuovi volumi edilizi
Nonostante fossero state autorizzate formalmente come strutture “leggere” e facilmente amovibili, le ispezioni hanno rivelato una realtà ben diversa. Le strutture, con superfici comprese tra i 32 e i 48 metri quadrati, erano state trasformate in vere e proprie strutture edilizie permanenti. Tra le principali difformità riscontrate:
- Stabilità e permanenza: Pedane sopraelevate ancorate stabilmente al suolo.
- Chiusure perimetrali: Ambienti completamente chiusi che creavano nuovo volume e superficie coperta.
- Impiantistica fissa: Presenza di impianti tecnologici di illuminazione e climatizzazione non autorizzati.
Tali caratteristiche configurano una violazione del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), specificamente per interventi eseguiti in assenza o totale difformità dal permesso di costruire.
Tutela del patrimonio paesaggistico
L’operazione ha interessato un’area sottoposta a vincoli specifici secondo il D.Lgs. 42/2004. Le strutture sono risultate realizzate in difformità rispetto ai pareri della Soprintendenza, integrando così anche reati di natura paesaggistica (art. 169 del Codice dei Beni Culturali).
Provvedimenti e custodia
I manufatti sono stati posti sotto sequestro e affidati in custodia giudiziaria come previsto dalla legge. Gli atti sono stati trasmessi all’Autorità Giudiziaria competente per il prosieguo delle indagini e l’accertamento delle responsabilità.
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