Terza Faida, Leonardi dietro la guerra tra la Vanella Grassi e gli Abete-Abbinante

Aveva capito che era lui a tirare i fili. Era lui l’eminenza grigia dietro la guerra che stava per scatenarsi. Fu così che Giovanni Esposito giunse alla conclusione che Antonio Leonardi ‘Chiappellone’ fosse la causa degli attriti tra la Vanella Grassi e gli Abete-Abbinante. Questi ‘malumori’ furono fatti presente al figlio di Leonardi, Felice, che, a sua volta, lo riferì ad Antonio Mennetta. Da ciò derivò la decisione di uccidere il cognato degli Abbinante, ma tutti i tentativi sono andati a vuoto e il soprannome ’o morto gli deriva proprio da questo. Si tratta di un passaggio fondamentale della storia della Terza faida e dei tentativi di quelli di Secondigliano di liquidare i conti con il gruppo dei Sette Palazzi.

Ecco ciò che ha messo a verbale Felice Leonardi.«In un primo tempo si decise che i Marino avrebbero dovuto occuparsi dell’omicidio, in particolare Francesco Barone, Gianluca Giugliano, Gaetano Marino, Angelo Marino, Roberto Manganiello. Il gruppo di fuoco scelse come base un’abitazione nel rione Monterosa, da dove passava tutte le sere senza scorta Giovanni Esposito. Con lui c’era solo un parente. Ma passavano i giorni e l’omicidio non avveniva. Per cui Antonio Mennetta decise di costituire un proprio gruppo di fuoco apposito, composto da affiliati alla Vanella, dei Leonardi, dei Marino e anche dei Ferone. Ma mio padre Antonio Leonardi disse che il delitto sarebbe stato compiuto soltanto da noi Leonardi. Questo perché Giovanni Esposito aveva detto di volere uccidere mio padre».