Testa di maiale davanti la casa del boss, così Luongo voleva estromettere i vecchi clan

Una testa di maiale davanti l’abitazione del boss Vincenzo Troia: un affronto ma anche e soprattutto il segno, tangibile, che gli equilibri sono cambiati. E’ questo il retroscena dietro l’avanzata del clan Luongo-D’Amico a San Giorgio a Cremano. Un’avanzata cominciata dapprima in sordina e poi divenuta sempre più evidente anche grazie all’apporto del boss Umberto Luongo conosciuto da tutti come ‘l’Uomo nero’.  Il particolare, riportato da Internapoli.it nel novembre del 2108, trova conferma anche nell’ultima ordinanza di custodia cautelare che ha portato in galera 34 soggetti ritenuti orbitanti nel gruppo nato come ‘costola’ dei Mazzarella. Ci sarebbe proprio la regia di Luongo dietro la ‘provocazione’ contro l’ex boss del clan che fino allo scorso anno reggeva le redini criminali di San Giorgio a Cremano.