Truffe informatiche sull’asse Napoli-Sassari, napoletana condannata a soli 8 mesi. Questa la decisione per M.M. napoletana di Ponticelli accusata di aver fatto parte di una banda specializzata in frodi informatiche. Il suo compito, secondo la Procura, sarebbe stato quello di riciclare le donne ottenute tramite le frodi.
Il tribunale di Sassari l’ha assolto mentre quello di Napoli ha riqualificato il reato da riciclaggio in concorso nella truffa originaria accogliendo le tesi del suo legale, l’avvocato Giovanni Nappo, che è riuscito ad ottenere una condanna decisamente al ribasso rispetto al ‘rischio’ di una pena di oltre 12 anni. Per lei otto mesi con pena sospesa. Le truffe complessive di aggiravano intorno ad una somma di circa 15mila euro.
Le indagini hanno scoperchiato un sistema illecito dove, per mettere le mani sui risparmi dei malcapitati, i truffatori facevano ricorso alle più insidiose tecniche di frode informatica.
Il metodo più frequente consisteva nell’inviare un falso sms o una mail che sembrava provenire dall’istituto di credito della vittima, segnalando operazioni anomale. A quel punto entrava in scena un finto dipendente dell’ufficio antifrode della banca che, contattando il correntista al telefono, lo induceva con l’inganno a effettuare un bonifico istantaneo verso conti controllati dal sodalizio criminale.


