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domenica, Ottobre 2, 2022
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Tv spenta e silenzio, le condoglianze del boss napoletano a Totò Riina


Una delle ultime persone ad aver condiviso tempo e, poco, spazio nella cella con Totò Riina è stato un napoletano. Un boss della camorra. Messo nel 2003 nel carcere di Ascoli Piceno per fare compagnia al ‘capo dei capi’. Quell’uomo è Salvatore Savarese considerato a capo dell’omonimo gruppo dei Cristallini nel rione Sanità. Di quella comune detenzione ha scritto Giovanni Bianconi su cinquantamila.it:« Dopo il pranzo (che per Riina arrivava chiuso con un lucchettone aperto solo dall’ispettore) i due giocavano a carte, briscola, tresette: «Lui vinceva spesso, è molto riflessivo oltre che educato». Quando Salvatore raccontava barzellette, la guardia addetta all’assolto scriveva sul rapporto quotidiano: «Riina e Savarese ridono» (tutto ciò che accade nel bunker viene annotato, orario compreso). Sulla parete davanti alla cella, la foto di Borsellino e Falcone che si parlano sorridenti: «Un giorno chiesi al mio compagno: “Che effetto ti fa?”. E lui: “Che c’entro io, che l’hanno messa per me?”». Quando morì la madre di Riina, 92 anni, Savarese, per rispetto, quella sera non accese la tv».

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