Ad un anno esatto dalla rivolta e dalle violenze, presunte o reali, i detenuti ed i loro parenti alzano la voce. Stamattina all’esterno del carcere di Poggioreale c’è stato un sit in di associazioni e familiari. Durante la rivolta persero la vita nelle diverse carceri italiane 14 persone.
“Se fuori ad un anno dall’inizio della pandemia non è stato fatto nulla per tutelare la nostra salute (non sono Stati rafforzati i trasporti, la medicina territoriale è totalmente assente e non esiste un serio piano di vaccinazione) in carcere la situazione è chiaramente ancora peggiore”, hanno dichiarato i manifestanti.
“Come ben sappiamo il diritto alla salute in carcere è costantemente violato già in una situazione normale. Con il Covid la situazione si è acuita e nulla è stato fatto per evitare di mettere a rischio la vita di migliaia di detenuti e detenute. Ad oggi, si continua a vivere in 10 in una cella e non esiste un piano regionale vaccinale per i detenuti e le detenute.
Chi giustamente non ha chinato la testa ed ha lottato per la sacrosanta richiesta dell’amnistia è stato brutalmente ucciso e represso.
Per questi motivi il 6 marzo siamo fuori al carcere e con il microfono aperto a tutti e tutte faremo sentire la nostra vicinanza ai detenuti e alle detenute.
Amnistia per tutti e tutte!”.

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