La Procura della Repubblica di Napoli ha emesso 6 decreti di fermo per omicidio, lesioni personali e porto ingiustificato di armi. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, da quelli della Compagnia di Giugliano e della stazione di Varcaturo. Dalle indagini risulta che gli indagati, la sera dell’undici maggio scorso, in via Licola Mare di Varcaturo, comune di Giugliano in Campania, armati di coltelli e bastoni, avevano aggredito i fratelli Francesco e Davide Romano, che, successivamente, erano stati ricoverati presso l’ospedale civile “La Schiana” di Pozzuoli, per ferite da taglio all’addome e al torace. Il primo, però, a causa della gravità delle ferite riportate, è morto lo scorso 21 maggio. Il movente dell’azione delittuosa è da individuarsi in ragioni di vendetta collegate a contrasti della vittima con alcuni componenti delle famiglie Caporrino e D’Avino che già avevano dato luogo in passato ad aggressioni da parte dei medesimi protagonisti della successiva mortale spedizione.
I sei fermati sono D’Avino Diego, nato a Napoli il 09/07/1984, D’Avino Daniela, nata a Napoli il 03/07/1982, Caporrino Pasquale, nato a Napoli il 21/06/1952, Caporrino Mario, nato a Napoli il 28/12/1989, Caporrino Luigi, nato a Napoli il 06/08/1981, Scuotto Gennaro, nato a Napoli il 20/06/1990. Determinante, secondo le indagini, le attività degli arrestati sul sito di Facebook. E’ stato grazie alle foto pubblicate sul social network che la figlia della vittima è riuscita ad identificare i killer di suo padre. Quello che invece non è ancora chiaro, secondo gli investigatori, è il movente dell’agguato messo a segno lo scorso 11 maggio scorso. I due furono accoltellati di sera, quando si accingevano a chiudere il locale. A spingere i D’Avino – Caporrino alla rivalsa, nei confronti dei fratelli Romano, sarebbero stati screzi e discussioni avvenute nel bar – pizzeria, forse per debiti accumulati o per semplice antipatia, ma sulal vicenda c’è ancora il massimo riserbo.
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