HomeCronacaHANNO RIAPERTO LA DISCARICA DI SETTE CAINATE

HANNO RIAPERTO LA DISCARICA DI SETTE CAINATE

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InterNapoli sui luoghi dello scempio




dal nostro inviato



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GIUGLIANO/QUALIANO – Ruspe a Sette Cainate. Sono ripresi i lavori della Fibe nel contestato sito alla periferia di Giugliano. Lamiere in ferro chiudono l’immensa area del cantiere. Eppure è certo: laddove era stato individuato il sito per la discarica più grande d’Europa, dieci anni or sono, si sta preparando un nuovo sversatoio. I lavori sono iniziati in gran segreto. Il Commissariato di Governo per l’emergenza campana dei rifiuti ha bisogno di nuove discariche: quella Resit e quella di Tre Ponti Parete stando esaurendo la loro capacità. Il nuovo invaso di Sette Cainate accoglierà la frazione organica stabilizzata e i sovvalli in uscita dall’impianto di cdr di Giugliano. Nei mesi scorsi la protesta furiosa di ambientalisti, residenti, politici aveva congelato il progetto. “Evidentemente era solo una farsa” accusano oggi le associazioni di lotta. Quello di Sette Cainate è un territorio bellissimo, ricco di macchia mediterranea. Le distese di alberi che partono da Qualiano e arrivano a Varcaturo passando per Villaricca fanno la bellezza di un posto che sa di magia. Dagli anni ’70 ad oggi il territorio è stato letteralmente sventrato.. Dove c’erano le edere e i pini fatti piantare da Federico di Borbone sono stati aperti buchi profondi. Oltre venti cave dalle pance enormi. Le ruspe, più o meno abusive, hanno scavato fosse di 70, 80 metri. Si sono fermate quando hanno incontrato le falde. Si tratta di cave per l’estrazione di pozzolana. Le ferite, nell’ambizioso progetto di qualche passata amministrazione, andavano riempite con i rifiuti. Sommando le diverse richieste inoltrate alla Provincia di Napoli dalle varie ditte di smaltimento si ottiene una capacità complessiva di quasi 9 milioni di tonnellate di rifiuti: la mega discarica più grande d’Europa, appunto. La cifra sfiora la metà della produzione annua di rifiuti in Italia. Il progetto fu bloccato. Oggi i lavori della Fibe rimettono tutto in discussione. L’invaso in costruzione soppianterebbe la “Cava Giuliani”. Quest’ultima, quasi ricolma, è stata causa di numerose proteste per i miasmi che si levano, causati dalla fermentazione della fos. “Sembra non avere mai fine questa emergenza – dichiara Tilde Adamo, consigliera circoscrizionale di Lago Patria e portavoce del comitato Ponte Riccio – sono anni che ci chiedono un ultimo sacrificio e poi ci riempiono di nuove discariche. Sembra quasi che abbiano consapevolmente deciso di trasformare questa città in un’unica, grande discarica”. Per Maria Rosaria Coppola, portavoce del comitato Proliterna si tratta di “un’autentica pazzia costruire una nuova discarica a Giugliano e per di più a pochi metri da una scuola elementare”. Raffaele Del Giudice, dirigente regionale di Legambiente parla della “negazione di ogni stato di diritto”. “Un nuovo invaso a Giugliano – spiega – significa distruggere definitivamente il territorio grazie alla sapiente regia di lobby affaristiche spregiudicate”. Rifondazione Comunista è sul piede di guerra. Ieri si sono susseguite riunioni fiume alla segreteria provinciale e regionale del Prc. I vertici del partito rosso – a partire dal segretario provinciale De Cristofaro – fanno sapere che potrebbero uscire dalla maggioranza. Cittadini e associazioni di lotta annunciano intanto per la prossima settimana ferree iniziative di protesta.

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