Agente portava droga e cellulare nel carcere di Poggioreale, arrestato. “Ha tradito lo Stato e i colleghi”

E’ detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere P.F., l’assistente della Polizia Penitenziaria sorpreso ieri mattina dai colleghi della sezione investigativa del carcere di Poggioreale mentre stava provando ad introdurre all’interno della casa circondariale oltre 200 grammi di hashish. I colleghi, grazie all’ausilio dell’unità cinofila, hanno rinvenuto negli slip dell’assistente 45enne di Torre del Greco panetti di sostanza stupefacente destinati probabilmente allo smercio tra le celle della struttura detentiva napoletana. La perquisizione domiciliare – come riportato in anteprima da InterNapoli.it – ha permesso di rinvenire un ulteriore quantitativo di sostanza stupefacente dello stesso tipo e un cellulare dello stesso tipo di quelli spesso rinvenuti in possesso dei detenuti.

“È un dovere tutelare l’istituzione penitenziaria e le donne e gli uomini del Corpo di polizia penitenziaria alla luce dell’arresto avvenuto nel carcere di Napoli Poggioreale”, ha affermato Donato Capece segretario generale Seppe.
Il segretario del Sappe aggiunge: “Nell’assoluta convinzione dei capisaldi giuridici della presunzione d’innocenza e del carattere personale della responsabilità penale, che vale per tutti, chi si è reso responsabile del reato di possesso di un ingente quantitativo di droga che stava tentando di introdurre in carcere a Poggioreale subirà le giuste conseguenze sia sotto il profilo penale e disciplinare perché ha tradito lo Stato e la fiducia di tutti i colleghi. La polizia penitenziaria è in prima linea per eliminare le mele marce”.

“É inutile nascondere – aggiunge Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sappe – la grande amarezza che questo grave fatto ha determinato tra i colleghi di Napoli, che si sono sentiti traditi tanto più che il collega arrestato risulta essere dirigente sindacale di una sigla del Corpo e quindi a lui alcuni colleghi si sono rivolti nel tempo per chiarimenti e consigli sui servizi. Ma il corpo di polizia penitenziaria è una istituzione sana”