HomeCronaca"Aiuto, basta", 46enne muore mentre veniva ammanettato dalla polizia

“Aiuto, basta”, 46enne muore mentre veniva ammanettato dalla polizia

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Si chiamava Abderrahim Fakir e aveva 43 anni l’uomo morto in via Svevo, nel quartiere Pilastro a Bologna, durante un intervento delle forze dell’ordine. Originario del Marocco, viveva da anni nel territorio bolognese e lavorava come facchino. Secondo quanto emerso, si trovava nella zona del Pilastro per incontrare parenti e conoscenti. Dopo la notizia del decesso, nelle ore successive, sono emerse testimonianze e ricostruzioni differenti su quanto accaduto, mentre i parenti chiedono che venga fatta piena luce sui fatti.

Chi era Abderrahim Fakir

Abderrahim Fakir era nato in Marocco, ma era arrivato in Italia regolarmente, con qualche piccolo precedente, quando aveva solo sette anni con tutta la famiglia. Da tempo aveva presentato domanda d’asilo, ma ancora non era mai riuscito a ottenere la cittadinanza. Secondo le informazioni raccolte, viveva a Borgonuovo, nel comune di Sasso Marconi, insieme alla moglie. Si era spostato due volte: prima con una donna italiana e, adesso, con una di origine marocchina. Fakir lavorava in un’impresa di facchinaggio.

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Pare fosse al Pilastro per fare visita a parenti e amici e anche la famiglia racconta che era legato a quel contesto e che vi si recava spesso per incontrare conoscenti. Dalle testimonianze dei conoscenti, inoltre, pare soffrisse anche di asma, tanto che gli stessi familiari poi diranno: “Possibile abbia avuto una crisi respiratoria, che gridasse auto e fosse agitato solo perché non stava bene. Era già stato in ospedale”.

Il dolore dei parenti

“Non mi darò pace finché mio fratello non avrà giustizia. Non mi darò proprio pace”, a dirlo è stata la sorella Katia dopo la notizia della morte. Anche Mohamed, fratello della vittima, ha annunciato di volersi rivolgere agli avvocati e alle istituzioni marocchine per far luce sulla vicenda. Nel quartiere molti residenti hanno manifestato vicinanza alla famiglia, mentre alcuni testimoni hanno raccontato di aver sentito Fakir chiedere aiuto durante le fasi precedenti al malore: “Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente chiedeva solo aiuto. Era un po’ agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto”.

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