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sabato, Giugno 15, 2024
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Andrea torturato prima della morte, gli assassini hanno cercato di cancellare tracce della violenza

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Un volto martoriato. Una maschera di grumi, sangue e materia grigia. Questo lo spettacolo presentatosi agli uomini della squadra mobile (dirigente Alfredo Fabbrocini) e del commissariato di Pianura (dirigente Arturo De Leone) quando si sono trovati davanti il corpo di Andrea Covelli, il giovane scomparso quattro giorni fa e poi ritrovato ieri sera nella zona della Selva (tra via Domenico Padula e via Vicinale Pignatiello) dopo una ‘soffiata’ arrivata via telefonata anonima alla famiglia. Il corpo, riverso a pancia sotto e mezzo sepolto da un metro e mezzo di terra ed arbusti, era visibilmente martoriato e l’ipotesi, o almeno la prima ipotesi, avanzata dagli inquirenti è che Covelli inizialmente dovesse essere solo vittima di un pestaggio, raid poi degenerato fino alla morte del giovane con il successivo tentativo dei killer di disfarsi in fretta e furia del corpo (leggi l’articolo di ieri). Da qui i colpi di pistola esplosi in pieno volto anche se resta da capire il movente di questa morte così assurda visto che Covelli con la criminalità organizzata non aveva nulla a che fare. Assassini che dunque potrebbero essere stati presi dal panico prendendo cosi la decisione di seppellire la salma nella zona boschiva. Non prima di un tentativo di bruciare il corpo del giovane. Tutte ipotesi al momento visto che bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico.

L’articolo precedente. Il ritrovamento del corpo di Andrea Covelli

Ci sono volute diverse ore per riconoscere il corpo martoriato del giovane ritrovato dagli uomini del commissariato di Pianura (guidati dal dirigente Arturo De Leone) e da quelli della squadra mobile dopo che una ‘soffiata’ fatta al telefono alla famiglia aveva ‘consigliato’ di andare a cercare il corpo nell’area che a Pianura tutti conoscono come ‘la Selva’. La mamma è stata colta da malore e non è stata in grado di riconoscerlo. Una scomparsa che fin dall’inizio ha preso le sembianze un rapimento: gli investigatori hanno infatti acquisito un video di sorveglianza che avrebbe ripreso il giovane Covelli costretto a seguire due persone su una moto nei pressi della cornetteria di via Epomeo. Fin dalle ore successive alla scomparsa i riflettori si sarebbero accesi su due persone orbitanti nel gruppo Marsicano, ipotesi che ha spinto gli inquirenti sulla pista relativa alla guerra in corso a Pianura tra il gruppo di via Torricelli e i Carrillo-Perfetto.

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Il ‘giallo’ della denuncia di un motorino apparso nel video dove appare per l’ultima volta Andrea Covelli

 

C’è un altro particolare ancora più agghiacciante: la mattina successiva alla scomparsa di Covelli un noto pregiudicato della zona avrebbe denunciato il furto del proprio motorino, mezzo che guarda caso apparirebbe in alcuni istanti del video in cui si nota Covelli costretto a seguire due persone. Quest’ultime prima gli avrebbero preso le chiavi del suo mezzo e poi lo avrebbero ‘invitato’ a seguirli. Gli investigatori avrebbero così deciso di mettere sotto torchio alcune persone per verificare il loro abili, particolare anticipato da Internapoli. Fino al triste epilogo con il corpo martoriato di Covelli ritrovato dopo ore e ore di ricerche da parte degli uomini della polizia di Stato. Una mattanza da mala messicana. Orrore allo stato puro.

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