Napoli. Anziana di 100 anni trova due buoni e fa causa alle Poste, udienza fissata nel 2022

Giulia Furioso

Una ex professoressa di lettere, la signora Giulia Furioso, qualche mese fa ha ritrovato un vecchio cofanetto regalatole da una cugina e poi dimenticato. Nell’aprirlo ha scoperto al suo interno due buoni postali fruttiferi emesse nel 1986, del valore di 5 milioni delle vecchie lire ognuno. La data di scadenza riportata è quella dell’1 novembre 2016 mentre quella di prescrizione l’1 gennaio 2017.

Lo scorso 31 gennaio le Poste le riconobbero come valore di rimborso, determinato dalla somma del valore nominale e degli interessi lordi maturati, la somma di Euro 78.333,80. Ma, stando a precedenti decisioni dei Giudici di merito e di ABF (arbitrato bancario finanziario) l’importo dovuto è ben superiore, in quanto non va calcolato basandosi sui tassi di interesse succedutisi dal 1986 al 2020 (che hanno un valore decrescente) ma con quelli di interesse che sono stampati dietro ai buoni e che hanno un valore decisamente più elevato con un importo dovuto di ben 158.380,00 euro, quasi il doppio di quanto calcolato dalle Poste Italiane. E così la signora Furioso ha deciso di andare fino in fondo volendo ottenere l’intero importo ed ha conferito specifico mandato all’Associazione Giustitalia.

L’Associazione ha così inoltrato un atto di citazione all’Ente debitore e l’udienza è stata fissata per il 23 febbraio 2022. Purtroppo i tempi della giustizia italiana sono lunghi, e questo è ben noto. Ma il punto cruciale è l’età della signora Furioso che ha compiuto i 100 anni e vorrebbe godersi i soldi che le spettano. L’Associazione ha precisato, quindi, che in attesa della data fissata per l’udienza verrà chiesta la liquidazione delle somme “non contestate” ovvero i 78.333,80 euro.

La signora  Giulia Furioso, 100 anni compiuti, ex professoressa di Letterequalche mese fa ha rinvenuto uno scrigno donatole dalla cugina Antonietta (suora di origini campane) al cui interno ha ritrovato due Buoni Postali Fruttiferi del valore ciascuno di lire 5 milioni emessi nel 1986.
I titoli sono stati stimati sul sito ufficiale di Poste italiane come da prospetto allegato : IMPORTI E RENDIMENTI CALCOLATI DATA DI SOTTOSCRIZIONE31/05/1986
DATA DI SCADENZA01/11/2016
DATA DI PRESCRIZIONE01/01/2027
SERIEP
IMPORTO NOMINALE SOTTOSCRITTO€ 5.164,57
VALORE DEL BUONO AL 31/01/2020 IMPORTO NOMINALE SOTTOSCRITTO € 5.164,57
VALORE DEL BUONO AL LORDO* DELLA RITENUTA FISCALE € 78.333,80
RITENUTA FISCALE€ 0,00
VALORE DEL BUONO AL NETTO** DELLA RITENUTA FISCALE€ 78.333,80
*Il valore di rimborso lordo è determinato dalla somma del valore nominale e degli interessi lordi maturati.
**Il valore di rimborso indicato si intende al netto della ritenuta fiscale e al lordo dell’eventuale imposta di bollo calcolata in base alla normativa pro tempore vigente.
Come si può vedere le Poste le riconoscerebbero al 31 gennaio c.m. l’importo di 78.333,80 euro.
In realtà, come hanno sostenuto molteplici decisioni di Giudici di merito e di ABF (arbitrato bancario finanziario) l’importo dovuto non deve essere calcolato con i tassi di interesse che si sono succeduti, dal 1986 ad oggi, con un valore notoriamente decrescente, bensì con i tassi di interesse stampati a tergo dei buoni (notoriamente più elevato).
Il calcolo effettuato con tali tassi di interesse porta ad una cifra di quasi il doppio di quella offerta da Poste italiane, nel caso di specie  158.380,00 euro.La donna ha conferito mandato all’Associazione Giustitalia al fine di recuperare l’intero importo.
“Abbiamo provveduto ad inoltrare l’atto di citazione all’Ente debitore- spiegano dall’associazione- ma purtroppo considerando i tempi della giustizia italiana, l’udienza è stata fissata al 23 febbraio 2022. Chiederemo intanto la liquidazione delle somme “non contestate” (ovvero gli oltre 78 mila euro) in modo che la signora potrà beneficiare di parte di quanto le è dovuto”.