Un importante retroscena sulla cattura di Pasqualino Puca, boss di Sant’Antimo, è stato rivelato dal pentito Lamino. Il collaboratore di giustizia racconta che alcuni militari, coinvolti nell’inchiesta per favori al clan e corruzione, avevano contatti con il boss attraverso il politico Di Lorenzo, il quale aveva il compito di avvisare la famiglia Puca in caso di blitz dell’Arma. I fatti risalgono al 2009. “Noi del clan sapevamo che c’erano indagini in corso da pane dei Carabinieri di Castello di Cisterna e che anche Puca Pasquale poteva essere tratto in arresto per l’omicidio di Verde Francesco detto “o negus”. (omicidio per cui è stato arrestato proprio l’altro giorno dopo la sentenza della Cassazione, ndr).

“Di tanto ero a conoscenza perché lo stesso Puca Pasquale me ne aveva parlato. Successivamente. quando Puca Pasquale venne arrestato. il figlio Lorenzo (non indagato in questo processo, ndr) una volta rientrato dal Brasile, se la prese con Pio Di Lorenzo chiedendogli il motivo per il quale il padre non era stato avvertito. Infatti. Lorenzo Puca. al primo colloquio in carcere con il padre, venne informato da questi che non era stato avvisato dell’esecuzione della misura da Pio Di Lorenzo e pertanto si recò da Piuccio chiedendogliene il motivo. Io stesso lo accompagnai da Piuccio Di Lorenzo il quale si giustificò dicendo che era stato il Martucci che non lo aveva avvisato perché, a detta del Martucci, questi aveva trovato sempre il telefono di Piuccio spento. Invece, il Di Lorenzo sosteneva che non era vero perché quel telefono dedicato l’aveva tenuto sempre acceso. Ricordo che Lorenzo disse a Piuccio “mettetevi d’accordo a chi dice la verità perché mio padre è molto incazzato”. Voglio precisare che il giorno dell’arresto di Puca Pasquale c’ero anche io fuori alla caserma insieme alla moglie ed alla figlia di Pasqualino e vidi che in caserma c’era proprio il Maresciallo Martucci. In quella occasione la figlia Teresa Puca fu autorizzata, non so da chi, a parlare riservatamente con il padre Pasqualino. Quando Teresa uscì ci disse che il padre aveva dato disposizioni affinché i suoi affari proseguissero così conte aveva già organizzato. In particolare. Pasqualino aveva detto a Teresa di continuare a pagare il debito che aveva nei confronti di Di Spirito Emanuele per completare la costruzione del fabbricato di via Matilde Serao della società “Ralph” intestala al padre Puca Lorenzo senior”. 

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