PUBBLICITÀ
HomeAttualità e SocietàAumento di 5 centesimi per la Tangenziale di Napoli, scontro tra Borrelli...

Aumento di 5 centesimi per la Tangenziale di Napoli, scontro tra Borrelli e Salvini in Parlamento

PUBBLICITÀ

L’aumento di cinque centesimi del pedaggio della Tangenziale di Napoli, entrato in vigore dal 1° gennaio 2026, ha riacceso una discussione che dura da oltre un decennio. Il costo per attraversare l’arteria urbana è passato da 1 euro a 1,05 euro, un rincaro apparentemente minimo ma sufficiente a scatenare proteste, disagi e nuove tensioni politiche. Napoli resta infatti l’unica grande città italiana in cui si paga un pedaggio anche per la tratta interamente urbana.

Sul tema è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Nel question time alla Camera, il vicepremier ha ricordato che «il sistema di pedaggio è stato confermato da una convenzione del 2009» e che l’aumento «non è stato deciso dal Governo, ma dall’Autorità di regolazione dei trasporti». Salvini ha inoltre sottolineato che l’obiettivo generale dell’esecutivo è «ridurre la remunerazione dei concessionari, mantenendo inalterati i pedaggi».

PUBBLICITÀ

Secondo una nota del Mit, l’adeguamento tariffario dell’1,5% è legato all’inflazione programmata per il 2026 ed è conseguenza delle decisioni della Corte Costituzionale e dell’ART, sulle quali il ministero non può più intervenire. Resta però il nodo della convenzione valida fino al 2037, che rende complessa qualsiasi modifica strutturale del modello tariffario.

Borrelli propone una soluzione già adottata altrove: gratuità delle tratte interne alla città e pedaggio solo in ingresso e in uscita dall’area urbana, come avviene a Milano o Torino. «Non chiediamo privilegi – ha ribadito – ma di essere trattati come gli altri cittadini italiani».

Intanto, il rincaro sta producendo effetti concreti e quotidiani. I cinque centesimi in più hanno trasformato il pagamento ai caselli in una piccola odissea: monetine introvabili, macchinette che si bloccano, corsie rallentate. In alcuni casi, paradossalmente, i caselli non accettano nemmeno le monete da 5 centesimi. Il risultato sono code, clacson e fino a quindici minuti di attesa nelle ore di punta.

Cinque centesimi che pesano poco sul portafoglio, ma molto sul traffico e sulla pazienza degli automobilisti. E che riportano al centro una domanda irrisolta: è ancora sostenibile un pedaggio urbano unico nel suo genere?

Spesso inoltre alcuini caselli non erogano il resto o non accettano monetine da 5 centesimi costringendo le persone a cambiare banconote o monete solo per 5 centesimi.

PUBBLICITÀ
Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
PUBBLICITÀ