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“Avete fatto un putiferio, parlate sempre di me”: Rita De Crescenzo sbotta sul “caso” scimmietta

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Questa volta non c’entrano le gite low cost o le ospitate televisive, ma una nuova ondata di critiche sta travolgendo Rita De Crescenzo. Nei propri profili Instagram e TikTok, la tiktoker napoletana si sta mostrando mentre tiene in braccio e nutre una piccola scimmietta. Durante la registrazione dei primi contenuti la donna, molto probabilmente, si trovava all’interno della propria abitazione a Sharm el-Sheikh, in Egitto. Città dove, a partire dal 2023, De Crescenzo avrebbe concentrato parte dei suoi investimenti, aprendo un ulteriore punto vendita del suo “Svergognata Shop”, dopo quello già presente a Napoli.

I contenuti della scimmietta stanno facendo storcere il naso a molti, con diversi utenti che continuano a sollevare dubbi e critiche. La vicenda sta smuovendo anche associazioni e istituzioni. Il deputato Francesco Emilio Borrelli e l’attivista Enrico Rizzi hanno avviato le procedure formali presso l’Ambasciata d’Italia in Egitto e il Ministero dell’Ambiente, con l’intento di promuovere un pronto intervento delle autorità locali per il sequestro del cucciolo e il suo trasferimento in un centro specializzato.

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Nei filmati diffusi online, ora rimossi dalla stessa De Crescenzo, il primate veniva trattato come un bambino. Si trovava sulle braccia della tiktoker, vestito di rosa, mentre veniva orgogliosamente mostrato ed accarezzato. L’esemplare dovrebbe essere un Chlorocebus sabaeus, ovvero un cercopiteco gialloverde, una specie diffusa nell’Africa occidentale, in particolare in Paesi come Senegal e Ghana, e che non è nemmeno endemica dell’Egitto. “Ancora non so se è maschietto o femminuccia. Se è maschio la chiamerò Mimì, se è femmina Sara. Non lo so ancora, me l’hanno data così con la maglietta rosa e il pannolino. Sta sotto a me, è dolcissima”, aveva raccontato De Crescenzo in un video ora cancellato.

“Avete fatto un putiferio, parlate sempre di me”: Rita De Crescenzo sbotta dopo il “caso” scimmietta

In un contenuto successivo, però, la creator aveva affermato di avere acquistato due scimmie. Una rimasta con lei (quella mostrata sui propri canali social) e l’altra affidata al tiktoker, socio, Angelo Napolitano, anche lui presente a Sharm. In un terzo filmato, De Crescenzo ha cambiato ulteriormente versione, dichiarando di aver trovato l’animale dentro uno scatolone, togliendolo così dalla strada. La creator partenopea non ha mostrato alcuna documentazione relativa alla provenienza della scimmia o alle condizioni della sua detenzione. E, nonostante continui a postarla nelle storie di Instagram, l’aver cancellato tutti i video sulla scimmietta, non fa altro che aumentare gli interrogativi sulle modalità di acquisizione dell’animale.

Rispondendo alle critiche piovute, la tiktoker ha asserito: “La scimmia è mia e resta con me”. Sulle storie di Instagram ha proseguito: “Ma perché questo accanimento su di me? Ogni cosa che faccio succede il putiferio. Io non ho colpa. Mi piacciono gli animali e me la sono presa. La tratto come una figlioletta. Le ho pure preso il pupazzo di Topolino. Le ho fatto il bagnetto, le ho preso il peluche. Meglio che sta così, bella sistemata con me, perché io li tratto bene gli animali. Avete fatto un bordello, un putiferio. Parlate sempre di me, non avete argomenti”.

Inoltre, ha definito la scimmietta “mio figlio Mimì”. Sabato sera, 8 agosto, sempre stando a quanto comunicato sul proprio profilo Instagram, De Crescenzo avrebbe pure portato l’animale, come mascotte (se non effettiva quantomeno di engagement), presso la propria attività, “dalle 22:00 a mezzanotte”. Nelle ultime ore la creator ha mostrato di averle preso omogenizzati, bavaglie rosa e blu con scritto “non toccare il mio cibo” e un trasportino.

Cosa prevede la legge sulla tutela degli animali

EARTH ODV, associazione nazionale di protezione ambientale e degli animali riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, che dispone di guardie zoofile volontarie e si costituisce parte civile nei processi per reati contro gli animali, ha scritto su Facebook che “in Egitto la detenzione di animali selvatici come il piccolo che mostra” De Crescenzo “è soggetta a forti restrizioni. L’articolo 28 della L. egiziana n. 4/1994 vieta la cattura e anche il possesso, trasporto, vendita o esposizione di animali selvatici. La stessa legge prevede che per le specie minacciate siano necessarie autorizzazioni dell’EEAA (Egyptian Environmental Affairs Agency)”. E ancora: “Dubito che la signora potrà portare in Italia la piccola scimmia che ha sicuramente acquistato da qualche venditore ambulante”, ha spiegato Valentina Coppola, Presidente di EARTH ODV. “Con tutta probabilità – ha aggiunto Coppola – le sarà confiscata e portata in qualche struttura di recupero. Purtroppo però il danno è fatto poiché è stata sottratta alle cure della madre ed è dimostrato che questo influisce enormemente sul benessere psicologico”.

In Egitto la detenzione di animali selvatici, secondo le varie disposizioni locali, è sottoposta a precise restrizioni e chi opera illegalmente va incontro a multe fino a oltre i 500 euro e anche alla detenzione in carcere. Inoltre, da aprile 2026, una nuova norma vieta l’uso di scimmie e altri animali negli spettacoli turistici e negli hotel.

La Convenzione di Washington, nota come CITES, disciplina il commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione e comprende numerosi primati. In Italia la materia è sanzionata dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150, che riguarda importazione, esportazione, trasporto, commercio e detenzione di esemplari privi della documentazione prescritta, con sanzioni che per gli allegati a maggiore tutela possono avere rilievo penale. Un secondo quadro normativo, come riportato da Sky TG24, riguarda gli animali selvatici ed esotici. Il decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 135 vieta all’articolo 3 la detenzione, la commercializzazione e l’importazione di esemplari vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale, salvo le eccezioni indicate in un apposito elenco che è stato introdotto nel 2022 con sei specie. Salvo poi venir sostituito dal decreto interministeriale Salute e Ambiente del 18 dicembre 2025, entrato in vigore il 16 febbraio 2026, che lo ha portato a settantuno voci, in larga parte ittiche. Rimane comunque in vigore l’articolo 4 dello stesso decreto legislativo, relativo alle specie pericolose per la salute, per l’incolumità pubblica o per la biodiversità.

L’infettivologo Bassetti: “Importare una scimmia è pericoloso, ci sono tanti rischi”

Importare una scimmia da un Paese straniero, in questo caso dall’Africa, premette l’infettivologo in un video, “è una cosa contro la legge”. Ma la tiktoker abbracciando la piccola scimmietta, per Bassetti, “pone sé stessa e la comunità a un rischio enorme dal punto di vista infettivo”.

“Cosa può portare quella scimmia? Si chiede il medico – Abbiamo il rischio di avere il vaiolo delle scimmie, il monkey pox che si trasmette per contatto diretto, l’ebola, il virus Marburg, infezioni batteriche di vario tipo, come salmonella e altri microorganismi. Si chiamano zoonosi, cioè infezioni che vengono trasmesse direttamente dagli animali agli uomini”.

“Gli animali devono vivere con gli animali e gli uomini con gli uomini – argomenta Bassetti – L’ignoranza rischia di fare male alla salute non solo di quella persona, ma di tutto il resto”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Borrelli: “Quanto può costare caro l’irresponsabilità di una tiktoker che acquista una scimmietta appena nata in Egitto? – scrive il deputato ambientalista sui social –  Ce lo spiega in modo chiaro ed efficace Matteo Bassetti, divulgatore scientifico che di malattie infettive ne sa tanto”.

 

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Redazione Internapoli
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