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Da un finanziamento “Resto al Sud” a un fatturato da milioni di euro: la storia di Cisbù

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Nato a Sant’Arpino nel 2021 dall’idea di Daniele Ottagono, il brand chiuderà il 2026 con quattro sedi in Campania e dal 2027 avvierà l’espansione fuori regione

C’è una storia, dietro ogni panino di Cisbù, che vale la pena raccontare prima ancora del prodotto. Nel 2021, a Sant’Arpino, in provincia di Caserta, Daniele Ottagono decide di trasformare la sua esperienza da griller in qualcosa di più grande: un fast food che unisca la velocità e l’efficienza dei colossi americani alla qualità e all’identità della cucina napoletana. Il capitale iniziale arriva da “Resto al Sud”, la misura pensata da Invitalia per sostenere chi vuole fare impresa nel Mezzogiorno. Un punto di partenza che oggi, a distanza di pochi anni, racconta molto più di un semplice aiuto economico: racconta cosa significa credere in un progetto quando ancora nessuno lo conosce.

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Da quel primo piccolo store è nato Cisbù, brand che ha fatto della propria napoletanità un tratto distintivo e non un semplice dettaglio geografico. Nel menu, i panini raccontano questa identità: una fusion tra lo stile napoletano e quello americano, capace di conquistare chi cerca qualcosa di diverso dal solito fast food.

I numeri raccontano una crescita che ha sorpreso lo stesso settore della ristorazione: da un’unica sede, Cisbù è arrivato a contare tre punti vendita, tra cui uno nel cuore di Napoli centro, diventando un caso studio di crescita imprenditoriale nata dal basso. E la crescita non si ferma: entro la fine del 2026 il brand aprirà il suo quarto store, questa volta a Pomigliano d’Arco, consolidando ulteriormente la propria presenza sul territorio campano prima del grande salto. Il fatturato, che nei primi anni si contava in centinaia di migliaia di euro, oggi si misura in milioni: un risultato costruito store dopo store, senza scorciatoie, puntando su qualità del prodotto, innovazione digitale nei processi di ordinazione e produzione, e una gestione diretta che finora ha preferito la solidità del controllo interno alla velocità (spesso incontrollata) del franchising.

Ma la fase più ambiziosa di questa storia deve ancora iniziare. Dal 2027, infatti, dopo aver consolidato le quattro sedi campane, Cisbù avvierà la propria espansione fuori dai confini della Campania, portando per la prima volta il proprio format oltre la regione che lo ha visto nascere. Un passaggio che segna il cambio di scala del brand: da eccellenza locale napoletana a progetto capace di misurarsi su scala nazionale, mantenendo intatta la propria identità partenopea come valore competitivo, non come limite geografico.

La parabola di Cisbù è, in fondo, la dimostrazione che il Sud Italia può generare impresa solida, capace di crescere con le proprie forze e di guardare al resto del Paese non come a un traguardo lontano, ma come alla tappa naturale di un percorso già scritto nei numeri.

SEDI

📍Sant’Arpino (CE)
📍Mugnano (NA)
📍Napoli
📍Pomigliano D’Arco (NA

PAGINA INSTAGRAM: https://www.instagram.com/cisbu.it/

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SITO INTERNET: cisbu.it

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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