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Aveva 3 milioni di euro e Rolex in casa, chi è la tesoriera della mala di Caivano

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All’anagrafe Carmela Maugeri è la moglie di Raffaele Zambella e la sorella dell’ex reggente Alessandro, ma stamattina la Procura di Napoli l’ha accusata di essere stata la custode del tesoro del nuovo ras della droga di Caivano. Nel suo appartamento sono stati trovati tre milioni di euro in contanti e undici Rolex per un valore di circa 120mila euro; per questo è subito scattato il sequestro eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo di Castello di Cisterna. La 42enne è accusata di aver nascosto il bottino, frutto dello spaccio, all’interno di diversi nascondigli dotati di sofisticati sistemi di apertura elettronica nella sua abitazione al Bronx di Caivano.

Droga per la mala di Caivano, scoperti i nuovi ras dello spaccio

Al vertice dell’organizzazione c’erano il compagno della donna e Roberto Alfio Maugeri, accusati di aver imposto l’acquisto della loro cocaina ai gestori delle piazze di spaccio dal settembre 2023 al luglio 2025. Diversi collaboratori di giustizia hanno inoltre indicato Lello Zambella come gestore diretto di una piazza di eroina, cocaina e cobret nel Bronx, per la quale versava fino a 20mila euro al capoclan Antonio Angelino.

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Il collaboratore di giustizia Giovanni Barra ha fatto luce sulla destinazione dei soldi in un verbale del 2025: “I soldi che Gianfranco consegnava a Pino e Mario venivano poi consegnati ad omissis che, tolte le spese dovute al pagamento della somma di acquisto a Paky, venivano consegnati alla moglie di Lello Zambella, Maugeri Carmela, sorella di Alessandro che li custodiva a casa sua”. Da quelle parole è partito il blitz dei carabinieri di Castello di Cisterna, che hanno trovato il tesoro del clan in via Atellana nel luglio 2025. “Gli orologi Rolex di Zambella venivano acquistati solitamente grazie all’intermediazione di omissis che faceva da garante e li faceva acquistare da tale Domenico dei sette palazzi con pagamenti dilazionati. Solitamente venivano acquistati Rolex per spavalderia , in modo da dimostrare la loro forza sui social“, ha aggiunto Barra.

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È un’organizzazione profondamente radicata sul territorio, quella decapitata dall’operazione messa a segno all’alba di oggi dai carabinieri del Nucleo operativo di Castello di Cisterna e delle Sezioni operative delle compagnie di Caivano e Casoria, autori di un’inchiesta che, sotto il coordinamento della Dda di Napoli, ha inflitto un durissimo colpo al clan Angelino con base nell’area del Bronx di Caivano. Sono stati infatti ben 34 gli arresti eseguiti a fronte di 47 indagati. Con il boss Angelino, alias “Tibiuccio”, da tempo detenuto al carcere duro, la cosca sarebbe stata gestita, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dai ras Zambella e Roberto Alfio Maugeri; il primo, in particolare, anche dopo la sua carcerazione avrebbe continuato a stabilire le strategie della holding e a impartire ordini agli affiliati. Le disposizioni venivano infatti impartite da dietro le sbarre mediante appositi telefoni cellulari.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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