Bombe e agguati: così il nuovo gruppo dei Moccia ha preso il comando a Casoria e Afragola

Un’epurazione interna nel clan Moccia per prendersi i territori di Casoria e Afragola, per questo motivo il gruppo guidato dai Tortora e Tuccillo aveva attaccato il vecchio gruppo guidato da Pietro Iodice detto Pierino a Siberia. L’indagine scatta dall’agguato del dicembre 2018 nel quartiere di Napoli di San Pietro a Patierno, dove venne gravemente ferito Giuseppe Fonzo, vicino a un affiliato dei Moccia, Pietro Iodice, alias Pierino a Siberia. Per quel tentato omicidio sono stati arrestati Francesco Carpentieri, Cristian Scognamiglio, Rosario Garzia ed Emanuele Angelo Mauferi; questi ultimi tre emergono ora come componenti della articolazione camorristica capeggiata da Renato Tortora.

Nel corso delle indagini, sono state sequestrate armi (un fucile a canne mozze e una bomba a mano nel marzo 2019) ed eseguiti provvedimenti di fermo per estorsione. Renato Tortora, insieme ai figli, Enrico e Pietro, e alla moglie Rosa Mauro, ha assunto il pieno controllo delle attivita’ delittuose sul territorio di Casoria e l’onere di sostentamento non solo dei propri affiliati arrestati, ma anche di altri detenuti e dello loro famiglie appartenenti ai Moccia, provvedendo in caso di arresti di associati alla loro sostituzione con nuove leve provenienti dal territorio.

Suoi referenti ad Afragola sono Ciro Serrapiglia e Domenico Tuccillo, già imputati in altri procedimenti per 416 bis. I membri del gruppo risultano in particolare in possesso di liste di decine di esercizi commerciali o attivita’ imprenditoriali da sottoporre a estorsione e programmavano una ampia campagna di riscossione anche nel prossimo periodo natalizio. Le perquisizioni sono scattate nell’ambito di un’indagine del Commissariato di Afragola, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Individuata la struttura di controllo del territorio messa in piedi per sostenere la cassa del clan attraverso l’imposizione del pizzo ad attività commerciali e imprenditoriali. E’ un’operazione molto importante – ha dichiarato il questore di Napoli Alessandro Giuliano – perché ha permesso di documentare una pressione estorsiva diffusa nei territori di Casoria ed Afragola, finalizzata tra le altre cose al sostegno ai sodali detenuti, meccanismo tipico delle organizzazioni mafiose. La lotta alla camorra resta la priorità delle priorità.” Fra gli arrestati vi sono persone già condannate o attualmente imputate per la loro appartenenza al clan Moccia, che storicamente controlla quei territori, fra questi in particolare il capoclan Renato Tortora e Ciro Serrapiglia, ma anche appartenenti a famiglie di esponenti di vertice della cosca quali Domenico Tuccillo, figlio del boss defunto Gennaro, detto Zi’ Sante.

Avvicinandosi il Natale, il clan aveva preparato una completa lista dei commercianti e degli imprenditori da sottoporre ad ulteriori estorsioni.

Ecco l’elenco completo degli arrestati: il boss Renato Tortora, con i figli Enrico e Pietro e la moglie Rosa Mauro. Poi Ciro Serrapiglia,  Domenico Tuccillo, Domenico Ambrosio, Antonio Spagnoli, Luigi Migliozzi, Lucio Caputo, Gianni Urgherait, Gennaro Ferrara, Vincenzo Cervo, Cristian Scognamiglio, Rosario Garzia, Francesco Carpentieri, Emanuele Angelo Maugeri.