«Bruno ‘o canotto picchiò il boss dei ‘Fraulella’», il pentito svela l’inedito retroscena sulla mala di Ponticelli

Da sinistra verso destra Annunziata D'Amico e Bruno Mascitelli

Il ras Bruno Mascitelli ‘o canott, finito al centro di un’inchiesta sullo spaccio nella periferia di Napoli est, ebbe un duro contrasto con il boss del rione Conocal di Ponticelli Giuseppe D’Amico. A rivelarlo ai magistrati il collaboratore di giustizia Ferdinando Puca nei verbali allegati al processo per l’omicidio di Annunziata D’Amico, la ‘Passillona’ uccisa da un commando dei De Micco:«Ho ricordato un altto episodio che riguarda Bruno Canotto: nel 2014-2015 Bruno canotto mandò a fare una estorsione a Ponticelli ad un imprenditore; Giuseppe D’Arnico, che lo venne a sapere e che all’epoca era detenuto pure lui a Secondigliano come Bruno canotto, gli disse che l’imprenditore era un suo parente e che l’estorsione non doveva essere fatta; ebbero un litigio e Btuno canotto lo picchiò».

La rabbia di D’Amico contro Mascitelli

«Giuseppe D’Amico mandò l’imbasciata fuori alle sorelle, che pure facevano parte del clan D’Amico, e queste andarono a picchiare la compagna di Bruno ‘o canotto. Quando Bruno canotto lo venne a sapere giurò di fargliela pagare e poichè all’epoca con noi era detenuto anche Savio Di Micco, dell’omonimo clan, fece un’alleanza con loro. Poco dopo la Passillona (Annunziata D’Amico ndr) fu uccisa. Tanto so perche ne ho sentito parlare in carcere da Bruno Canotto e successivamente da Nanduccio e Michele, entrambi detenuti al reparto che facevano parte del clan Di Micco». Dichiarazioni che necessitano di ulteriori riscontri. Mascitelli infatti non risulta indagato in relazione all’omicidio della D’Amico.

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