In tutta Europa, Covid permettendo, ci sono tantissime prospettive e opportunità per gli italiani, dai giovani ai meno giovani. Così si spiega un ritorno in auge del fenomeno degli expat, ovvero dei cittadini tricolori che decidono di migrare in un paese straniero, per mille motivi diversi: dal lavoro alla pensione, fino ad arrivare alla voglia di cambiare definitivamente aria. Cambiare paese significa ricominciare con una nuova vita, ma non si tratta quasi mai di un processo semplice. Anche chi è abituato a programmare le cose sin nel dettaglio è probabile che incontrerà delle difficoltà durante questo percorso. Di conseguenza, oggi scopriremo insieme 5 consigli utili per evitare problemi.

I 5 consigli da seguire per il trasloco all’estero

Il primo consiglio è con tutta probabilità il più importante: non lasciare nulla al caso, a partire dal trasloco stesso, la parte più delicata e stressante. Meglio rivolgersi a professionisti affermati e affidarsi ad una ditta che si occupa di trasloco internazionale da anni, come Blissmoving ad esempio. Si tratta di uno step che può rivelarsi fondamentale, soprattutto per azzerare lo stress e per concentrarsi soltanto sui preparativi.

In secondo luogo, si suggerisce di stilare un programma preciso, così da avere ogni singolo dettaglio sotto controllo, dall’inscatolamento delle cose fino ad arrivare ai saluti con gli amici. Un’altra dritta molto utile è la seguente: è il caso di organizzarsi per bene con i pacchi, cercando un sistema che sia in grado di comunicarci sempre cosa contengono, come ad esempio i codici QR scansionabili con la fotocamera dello smartphone.

Il quarto consiglio riguarda la stipula di una polizza assicurativa, soprattutto quando il trasferimento avviene diversi giorni dopo l’arrivo delle scatole. In quel caso i pacchi resteranno per molto tempo chiusi in un deposito, ed è meglio premunirsi. Infine, si consiglia di fare attenzione a non stressare gli animali, se si possiede un cane o un gatto.

Giorno 1 nel nuovo paese, i maggiori cambiamenti

A trasloco fatto, il day 1 è l’altro momento di stress potenziale. Il primo giorno è sempre il più traumatico, perché impone un impatto violento con diversi cambiamenti. Quali sono i più importanti? Ad esempio il primo confronto con la lingua straniera, che non è mai morbido se non la si conosce alla perfezione, e che può confondere parecchio, impedendo di comunicare.

Anche il cibo è un fattore da non sottovalutare, e bisogna abituarsi il prima possibile, anche se siamo italiani e la nostra cucina è impareggiabile. Naturalmente i primi giorni sono i più difficili anche per quanto riguarda la vita sociale, per via dell’assenza di amicizie, ma presto si rimedierà a questo inconveniente. In secondo luogo, non vanno sottovalutate le tante sfide proposte dalla nostalgia e dalla mancanza dei propri affetti familiari, che si faranno sentire sin da subito. Anche l’abituarsi alla nuova casa non è un processo semplice, ma aiuta a cambiare le vecchie routine, da lasciare sempre in Italia.

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