Una vera e propria mappa delle piazze di spaccio rifornite, secondo il suo racconto, dal gruppo Pirozzi-Savarese. È quella tracciata da Carmine Grosso nei verbali stilati da collaboratore di giustizia. Il 61enne ex esponente del clan Misso ha indicato ai magistrati diversi punti di vendita della droga tra la Sanità, Capodimonte e l’area di piazza Cavour, fornendo anche particolari sulla gestione delle piazze, sui guadagni e sui rapporti interni al gruppo.
Le dichiarazioni, come tutte quelle rese dai collaboratori di giustizia, dovranno essere sottoposte ai necessari riscontri investigativi e processuali. Una parte del racconto riguarda in particolare le attività legate alla vendita della cocaina.
Le piazze tra piazza Cavour e Capodimonte
Tra le piazze indicate da Grosso c’è quella di un uomo di cuiil collaboratore dice di non ricordare il nome. La gestione, secondo il suo racconto, sarebbe stata affidata ai familiari perché questi si trovava spesso detenuto. La piazza sarebbe stata attiva in una strada nei pressi di piazza Cavour, non lontano dalla Caserma dei Carabinieri Napoli-Stella.
Poi c’è “Guiduccio”, piazza che, secondo quanto riferito da Grosso, faceva capo a Guido De Matteo ed era attiva nella zona indicata come “Ind o Mont”. Il collaboratore racconta di aver appreso da Gianluca Galeota che, dopo l’arresto di De Matteo per droga, sarebbe stata acquistata la titolarità della piazza.
Il dato economico riferito da Grosso è significativo: secondo quanto gli avrebbe raccontato Galeota, quella piazza avrebbe garantito un guadagno di circa 1.500 euro alla settimana. (“Gianluca Galeota mi disse che dopo l’arresto di Guido De Matteo per droga aveva acquistato la titolarità di questa piazza che gli fruttava un guadagno di circa 1500 euro a settimana”)
“Scellone” e la droga consegnata a domicilio
Nel racconto compare anche una piazza che si sarebbe sviluppata con una doppia modalità: un punto fisso in via Arena alla Sanità e una struttura “volante”, cioè attraverso consegne di droga direttamente a domicilio.
Anche questa piazza, riferisce il collaboratore, avrebbe venduto cocaina. Per le consegne a domicilio sarebbero stati utilizzati alcuni ragazzi incaricati di raggiungere i clienti.
La piazza di Genny De Marino e la cessione per 25mila euro
Un’altra attività autonoma sarebbe stata quella di Genny De Marino, che secondo Grosso avrebbe venduto cocaina con modalità “volante” nella zona di piazza Sanità, avvalendosi di alcuni ragazzi per le consegne.
La piazza, racconta il collaboratore, sarebbe rimasta attiva per circa due mesi. Poi sarebbe stata ceduta per 25mila euro.
Non si sarebbe trattato soltanto della cessione materiale dell’attività. Secondo Grosso, Genny De Marino avrebbe consegnato anche il telefonino contenente i contatti dei clienti, assumendo l’impegno a non aprire un’altra piazza di spaccio.
Il collaboratore attribuisce a De Marino anche problemi nei rapporti economici con altri soggetti. «Non pagava nessuno», è in sostanza la ricostruzione riferita ai magistrati, nemmeno coloro che gli avrebbero fornito la droga, creando tensioni all’interno della rete.
