Camorra. “C’è un nuovo clan a Calvizzano, a Marano decapitato il clan Orlando-Polverino”

La Dia ha ricostruito lo scenario criminale nelle città di Calvizzano e Marano: “A Calvizzano è operativo, tramite la famiglia CARBONE, il gruppo ORLANDO (c.d. dei Carrisi), costola dei NUVOLETTA
e divenuto nel tempo autonomo, collegato anche al clan POLVERINO, recentemente colpito da numerosi arresti. Sia i POLVERINO che gli ORLANDO sono stati destinatari di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, risalenti alla seconda metà del 2017, che hanno evidenziato la permeabilità dell’Amministrazione comunale e condotto al citato decreto di scioglimento del 20 aprile”.

“A Marano operano i gruppi NUVOLETTA e POLVERINO, storicamente tra le organizzazioni criminali più importanti della Campania per la loro consolidata capacità economica ed imprenditoriale.
I reati prevalenti ascrivibili ai due sodalizi, tra loro strettamente collegati, sono il traffico di stupefacenti, le estorsioni e il reimpiego di capitali illeciti in attività economiche, sia sul territorio nazionale che all’estero. Il 24 gennaio 2018, è stato scovato e arrestato, in un casolare di Cassino (FR), il capo del gruppo POLVERINO, latitante dal 2011436. Nonostante fosse lontano da Marano riusciva, per la sua indiscussa autorevolezza, a guidare il clan, dettando le scelte strategiche, soprattutto nel settore “imprenditoriale”: scelte rivelatesi poi fondamentali per la sopravvivenza del gruppo.

Altri elementi di spicco erano già stati catturati. In ordine di tempo, l’ultimo arresto era stato eseguito dai Carabinieri il 26 luglio 2017, nei pressi di Ronciglione , mentre il camorrista si stava spostando a bordo di un’auto da una villa sita a Campagnano ad un’altra villa ubicata a Soriano nel Cimino. Al riguardo, un provvedimento
cautelare, eseguito il 30 maggio 2018, da militari dell’Arma dei carabinieri, ha evidenziato la capacità del gruppo di trovare appoggi logistici anche al di fuori del territorio campano, grazie all’ausilio di insospettabili complici. Tra i destinatari dell’ordinanza figura, infatti, un soggetto, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, che avrebbe favorito, nel 2016, la latitanza di due esponenti di rilievo del clan, stipulando a suo nome il
contratto di affitto di una villetta nella zona industriale di Pomezia. Allo stesso modo il soggetto aveva fornito appoggio logistico, nel 2013, in località Pavona, di Albano Laziale (RM) al latitante, catturato nel 2017, nei pressi di Ronciglione.

Un’indagine del maggio 2017, che ha riguardato infiltrazioni del clan nella realizzazione del P.I.P. di Marano, aveva evidenziato legami tra i vertici della famiglia POLVERINO ed un gruppo imprenditoriale che, con il suo apporto, ha fornito un concreto contributo all’operatività ed al rafforzamento del sodalizio. L’attività investigativa ha avuto un ulteriore sviluppo, che ha condotto all’esecuzione, il 5 febbraio 2018, da parte di militari dell’Arma dei carabinieri di un provvedimento cautelare a carico di un commercialista, incaricato di curare gli aspetti contabili e fiscali di alcune imprese interessate alla realizzazione del piano industriale in questione. Il professionista avrebbe dato la disponibilità al clan POLVERINO per reinvestire il denaro di provenienza illecita in operazioni finanziarie e immobiliari non tracciabili, fungendo anche da prestanome”.