Arriva la sentenza d’Appello – Sezione V Penale – a carico di 10 esponenti del clan Polverino-Nuvoletta, per i quali è stata esclusa l’aggravante camorristica. A seguito di annullamento in Cassazione, la Corte di Appello ha escluso l’aggravante del controllo economico del territorio e ridotto così pene. E’ stata ridotta la pena a 8 anni di reclusione ciascuno per Candela Cristofaro (difeso dall’avvocato Luca Gili), Cerullo Luigi, De Luca Alessandro, Giarra Diego. Langella Nicola (difeso dall’avvocato Luca Gili), Moraca Felice, Raimondo Nicola (difeso dagli avvocati Luigi Senese ed Emilia Granata), Ruggiero Salvatore (difeso dagli avvocati Andrea Di Lorenzo e Luigi Senese), Visconti Luigi; per Vincenzo Polverino la pena inflitta è di 10 anni di reclusione mentre per Raffaele Di Maro, ritenuta continuazione con i fatti giudicati con sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Napoli il 11.3.2012 è stato condannato alla pena finale di 9 anni 9 e 8 mesi di reclusione.
Sono accusati a vario titolo accusati di associazione di stampo mafioso, droga e armi.
Il provvedimento restrittivo riguardava il periodo compreso tra l’estate del 2014 e il 2017 quando i personaggi della mala maranesi fedeli a Giuseppe Polverino ‘Pepp ‘o baron’ entrarono ben presto in rotta di collisione con il gruppo emergente degli Orlando.
Addirittura per addivenire ad un accordo tra le due parti e ricomporre le fratture i carabinieri del Nucleo Investigativo registrarono un summit tra appartenenti alle due fazioni. Tra gli indagati di maggiore spessore nell’ambito di quell’inchiesta proprio Vincenzo Polverino, reggente dell’organizzazione, cognato del boss Giuseppe nonché esponente apicale della frangia rimasta fedele al boss che sul traffico di droga ha costruito il suo impero.


