Camorra di Miano, racket del pane: chiesti 281 anni di carcere per 21 dei Lo Russo

Di nuovo alla sbarra il gruppo del clan Lo Russo di Miano, coinvolti nella maxi inchiesta sull’imposizione del pane nei negozi della zona. Chiesa da parte dell’accusa le conferme di tutte le condanne inflitte in primo grado. Tra gli imputati ci sono Carlo Lo Russo (14 anni),  Carmine e Giulio De Angioletti (8 e 16 anni). Francesco Danese (16 anni),  Vincenzo Lo Russo O signore (20 anni), Mariano Torre  (16 anni), Antonio Buono (14 anni e 8 mesi). Luigi Cutarelli(20 anni), Ciro Perfetto (16 anni), Anna Serino (8 anni),  Domenico Cerasuolo (14 anni), Avolio Sandro (8 anni), Cifrone Gaetano (16 anni), Carmine Danese (4 anni), Gerardo De Leo (16 anni), Anna Gargano (4 anni e 4 mesi), Vincenzo Lo Russo (14 anni), Milano Gaetano (14 anni) Gennaro Ruocco (14 anni e 2 mesi), Domenico Rusciano (7 anni). 

Le indagini

l clan – secondo gli inquirenti -, grazie a panifìci riconducibili ad affiliati o a loro familiari, imponeva ai commercianti, compresi quelli ambulanti, l’acquisto, a un prezzo ‘maggiorato’, dei suoi ‘prodotti’. Ad esempio, se in altre zone di Napoli, un chilo di pane, ai commercianti, costava poco più di un euro, nelle zone sotto il controllo del sodalizio, ossia Miano, Piscinola e Chiaiano, questi erano costretti a pagare circa 30 centesimi in più. I Lo Russo dunque grazie a questa ‘differenza’ incassavano cifre a sei e più zeri.