Quando il box frigo contenente il cuore per il piccolo Domenico è stato aperto, e i sanitari si sono ritrovati davanti l’organo inglobato in un pezzo di ghiaccio, nessuno di loro avrebbe avvisato il cardiochirurgo Guido Oppido, che, inconsapevole della situazione, avrebbe continuato l’operazione procedendo con l’espianto.
È il succo dei messaggi in cui Emma Bergonzoni, assistente del medico, scrivendo a un’altra persona racconta quella che definisce così: “Ne abbiamo viste di cazzate ma questa le batte tutte”.
“Chissà se andrò in galera”, le chat dell’assistente di Oppido sulla morte del piccolo Domenico
Gli screenshot della chat fanno parte dei documenti per cui la Procura di Napoli, cessato il segreto istruttorio, li ha messi a disposizione degli indagati e delle parti offese. L’inchiesta è condotta dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. La famiglia Caliendo-Mercolino è assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi.
La Bergonzoni, anche lei tra i sette sanitari indagati dalla Procura di Napoli, nella chat racconta il momento della scoperta dei danni all’organo da trapiantare, che sarebbe avvenuta quando, all’apertura del box, avrebbero visto che usciva fumo, e che all’interno c’era un blocco di ghiaccio. Il danno, dice, è imputabile alla struttura di Bolzano, quella da cui è stato prelevato il cuore, dove Gabriella Farina avrebbe chiesto dell’altro ghiaccio naturale e le avrebbero portato del ghiaccio secco.
Alla scoperta, sia la Farina sia lo stesso Oppido si sarebbero lasciati andare ad uno sconforto profondo. La dottoressa racconta anche il momento in cui Oppido, come da lui stesso raccontato, avrebbe avuto un cenno di assenso che lo avrebbe di conseguenza portato a continuare con l’operazione. “Nessuno ha detto un cazzo della serie “Oppido fermati che c’è un problema”… no, abbiamo continuato la cardiectomia e non ci hanno fermato – scrive – cercavano di spaccare il ghiaccio per prendere la confezione”.
A quel punto, il cuore del bimbo è stato espiantato e non poteva essere più utilizzato e “gli abbiamo messo il cuore ghiacciato”. “Ma perché nessuno gli ha detto un cazzo prima di togliere il cuore?”, domanda l’interlocutore. E la Bergonzoni risponde: “Ma che cazzo ne so. Ed è quello la cosa che l’ha fatto incazzare di più. Che nessuno gli abbia detto niente”. “Ovviamente tutto il Monaldi lo sa – prosegue l’assistente del cardiochirurgo – che abbiamo impiantato un cuore congelato. E non è un eufemismo. Era ghiacciato”. E dopo poco aggiunge: “Chissà se vado in galera”.
Morte Domenico, Oppido: “Il cuore l’avevo tolto prima di capire che l’altro avesse danni”


