Clan Mallardo, 3 big scarcerati in pochi mesi: si ricompone la ‘vecchia guardia’

Tre esponenti di spicco del clan Mallardo scarcerati in pochi mesi. Dopo Domenico Pirozzi e Giuliano Amicone, questa mattina è toccato a Mauro Moraca. La II sezione penale della Corte di Appello di Napoli, accogliendo la richiesta dell’avvocato Giuseppe Pellegrino, ha disposto la scarcerazione di Mauro Moraca, esponente di spicco della cosca dei Carloantonio. Moraca è uscito dal carcere per decorrenza dei termini, dunque è stata sancita l’inefficacia della custodia cautelare in carcere in pendenza del processo in corso davanti alla Corte di Cassazione. Moraca esce dunque dal carcere di Secondigliano e sarà sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Con la scarcerazione recente di Giuliano Amicone, Mauro Moraca e Domenico Pirozzi, il clan Mallardo torna a comporsi di pezzi importanti dopo gli arresti eccellenti che ne avevano minato la guida. Amicone è da considerare uno dei reggenti della cosca giuglianese, così come Domenico Pirozzi, alias Mimì ‘O pesante, anche lui scarcerato nelle scorse settimane. Pirozzi fu condannato con l’accusa di appartenere alla banda del buco che terrorizzò Giugliano con rapine. Lo scorso ottobre fu condannato in Appello dala V Sez. del Tribunale di Napoli.

E’ stata pubblicata la nuova relazione della Dia relativa al primo semestre del 2018.

“Per quanto riguarda il territorio dell’area giuglianese, l’Antimafia scrive: “A Giugliano in Campania si conferma la radicata presenza dello storico clan MALLARDO, nonostante l’assenza sul territorio dei capi, tutti detenuti. Il 1° giugno 2018, i Carabinieri hanno arrestato il cognato di un elemento di vertice dei MALLARDO, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso il 30 maggio 2018 dal Tribunale di Napoli Nord. Il sodalizio è collegato ai gruppi CONTINI e BOSTI, dei quartieri Vasto-Arenaccia di Napoli, al clan casertano BIDOGNETTI, con proiezioni in diverse parti del territorio nazionale.
Un tentativo di rendersi autonoma rispetto ai MALLARDO è stato posto in essere dalla famiglia DI BIASE, attiva nelle zone delle c.d. “Palazzine” di Giugliano in Campania, che gestiva la vendita di sostanze stupefacenti nonostante il veto dei MALLARDO. L’iniziativa – stando a quanto si evince dall’indagine dell’Arma dei carabinieri conclusa il 9 aprile 2018 con l’esecuzione di una misura cautelare – potrebbe aver determinato gli attentati
diretti proprio agli affiliati ai DI BIASE”. 

“Un sequestro preventivo, eseguito nel giugno 2017 (Decr. seq. prev. n. 17785/14 PM, datato 12 maggio 2017, GIP del Tribunale di Napoli), di alberghi gestiti da esponenti del clan MALLARDO di Giugliano in Campania (NA), ha evidenziato investimenti del suddetto sodalizio oltreché nel suo territorio d’origine nell’hinterland casertano (ove opera d’intesa con il cartello dei CASALESI) ed in Veneto: in particolare a Verona, dove è stato individuato un albergo, ubicato nei pressi della stazione ferroviaria, gestito da una società che fa capo al clan”

Indagini pregresse hanno, tra l’altro, accertato la presenza di ramificazioni di organizzazioni camorristiche – i clan napoletani LICCIARDI, CONTINI, MALLARDO e DI LAURO, nonché quello, originario del casertano, dei CASALESI, – in particolare presso i centri della costa marittima di Trieste e Monfalcone (GO), nonché a Lignano Sabbiadoro (UD).Negli anni, nella provincia di Latina le indagini hanno fatto registrare la presenza, soprattutto sul litorale, dei gruppi campani riferiti ai BARDELLINO, ai BIDOGNETTI, ai GIULIANO, ai MALLARDO ed ai LICCIARDI. Investimenti nella Capitale son stati operati anche dal clan MALLARDO, come emerso dall’operazione “Arcobaleno”