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La trattativa tra i clan Zagaria e i Mallardo per il caseificio a Varcaturo

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Il riciclaggio nelle attività casearie e i rapporti con le altre organizzazioni camorristiche sono emersi nell’ultima inchiesta giudiziaria condotta contro il clan Zagaria. La Procura di Napoli, retta da Nicola Gratteri, ha indagato anche un esponente del clan Mallardo che avrebbe minacciato il titolare di un caseificio a Varcaturo.

Il debito da 150 mila euro con il clan Mallardo

L’imprenditore avrebbe chiesto l’intervento di Carmine e Antonio Zagaria per intercedere con gli esponenti della cosca giuglianese, detentrice di un importante credito, al fine di farli subentrare nel debito. Dalle intercettazioni sarebbe emerso la somma di 150 mila euro vantata dal clan Mallardo, probabilmente dovuta ai prestiti concessi al titolare del caseificio. Ad Antonio Zagaria sarebbe stato, quindi, chiesto di far ottenere una dilazione all’imprenditore. Inoltre il reggente del clan casertano avrebbe coinvolto il fratello Carmine Zagaria e un perito aziendale.

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La mattina del 5 aprile 2022, Antonio Zagaria avrebbe chiesto ai suoi fedelissimi Carlo Bianco e Giovanni Riccio di prendere contatti con un importante ras dei Mallardo per iniziare una trattativa. La mala di Varcaturo avrebbe estromesso il proprietario del caseificio arrivando a impossessarsi dell’incasso. Il giorno dopo è stato identificato l’emissario della mala di Giugliano in Pietro Tortorelli, alias Pietro ‘o Russ’, anche lui recentemente indagato.

“Vuole comprare il caseificio a 100 mila euro”

Nei giorni successivi ci sarebbero stati diversi incontri tra gli esponenti delle due organizzazioni criminali. Gli inquirenti della DDA ritengono importanti le conversazioni intercettate il 12 aprile dalle quali emergerebbe l’interesse degli Zagaria. “Vuole comprare il caseificio a 100 mila euro”, queste le parole confidate da Bianco ad Antonio De Rosa. 

Secondo il gip del Tribunale di Napoli, il 28 aprile 2022 il caseificio di Varcaturo è entrato di fatto nella disponibilità dell’esponente del clan Mallardo e il fallimento delle trattative con il clan dei Casalesi. La vicenda testimonierebbe l’importanza della cosca casertana, interpellata dai cittadini in difficoltà, e della capacità del clan Zagaria nel confrontarsi con le altre organizzazioni criminali.

Indagine contro il clan Zagaria, il ruolo dei fratelli del boss

Al vertice del clan c’era Michele Zagaria almeno fino alla sua cattura avvenuta nel dicembre 2011. Al capoclan è poi subentrato il nipote Filippo Capaldo che ha puntato forte sullo sviluppo imprenditoriale. Nell’indagine condotta a inizio settimana sono emerse invece le figure di Carmine e Antonio Zagaria, fratelli di Capastorta.

La DDA di Napoli ha infatti aggiornato l’organigramma della fazione del clan dei Casalesi. Carlo Bianco avrebbe eseguito le direttive dei due reggenti grazie alla complicità di Giuseppe Granata, che aveva contatti con le fazioni Schiavone e Bidognetti, e Antonio De Rosa.

La gestione familiare del clan Zagaria tra boss, nipote e fratelli

 

 

 

 

 

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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