Mazzata per i Contini, chiesti 500 anni di carcere per boss e ras del clan

Quasi cinquecento anni di carcere. E’ questa la richiesta avanzata questa mattina dal pubblico ministero Ida Teresi per i trentasette imputati nel processo che vede alla sbarra il ‘gotha’ del clan Contini. Boss e gregari che rispondono a vario titolo di associazione di stampo mafioso, armi, associazione finalizzata al traffico di droga, riciclaggio ed estorsione. Si tratta del primo passaggio giudiziario dopo il maxi blitz dello scorso anno che decapitò la cosca del Vasto-Arenaccia, colonna portante dell’Alleanza di Secondigliano (insieme ai Mallardo di Giugliano e ai Licciardi della Masseria Cardone). La pesante requisitoria del pubblico ministero non ha risparmiato nessuno. Il pm ha infatti invocato vent’anni di reclusione per boss del calibro di Nicola Rullo, Ettore Bosti, Giuseppe Tolomelli, Alfredo De Feo, Giuseppe Ammendola, i due Salvatore Botta, Nicola Botta, Antonio Cristiano e il cognato del boss Contini, Antonio Aieta. Dieci anni chiesti per un altro ras del clan, Tommaso Cristiano. Diciotto anni per Gennaro Fiorillo, genero del boss Mallardo.

LE ALTRE RICHIESTA DI CONDANNA

Ciro Acanfora 10 anni, Salvatore Acanfora 4 anni, Antonio Aida 10 anni, Mario Ambrosio 18 anni, Giuseppe Arduino 8 anni, Gaetano Attardo 12 anni, Giulio Barbella 18 anni, Angelo Botta 16 anni, Vincenza Bracale 16 anni, Rosario Capozzo 16 anni, Vincenzo Capozzoli 12 anni, Pietro Caso 10 anni, Pietro Cerbone 8 anni, Gennaro Corrado 8 anni, Gennaro Costa 12 anni, Alfredo Cuomo 10 anni, Gennaro De Rosa 8 anni, Giuseppe De Rosa 14 anni, Rosa Diana 14 anni, Domenico Esposito 10 anni, Ettore Esposito 12 anni, Giovanni Esposito 10 anni, Umberto Falanga 12 anni, Carmine Tolomelli 12 anni.

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