Sarà sicuramente un Natale diverso quello di quest’anno, con cenone ridotto ai minimi termini a causa del Covid. Resta infatti d’obbligo il distanziamento, mentre i regali si potranno fare per permettere all’economia di girare.

«Dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche, occorre buonsenso: una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive. Prepariamoci a un Natale più sobrio, anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all’economia di crescere».  Sono state queste le parole del premier Giuseppe Conte.

Le misure: niente cenone tradizionale

Per consentire gli acquisti, il Governo valuta la possibilità di tenere aperti i negozi fino alle 22 o alle 23. Gli accessi dovranno essere contingentati nei centri commerciali e dovranno prevedere un ampliamento degli orari di apertura dei ristoranti. Di conseguenza, non è da escludere un allentamento del coprifuoco.

Ai parenti stretti sarà consentito spostarsi da una zona rossa per raggiungere la famiglia. Questo per non lasciare soli i “fuori sede”. La sera della Vigilia (quando arriva il cenone)- così come a pranzo del 25 dicembre – non ci potranno stare a tavola più di 6 persone. Restano proibiti anche feste, balli e cenoni in albergo, le piazze saranno chiuse o a numero ristretto.

Le altre notizie | Già si pensa alla terza ondata Covid, Bertolaso: “Stabilito quando arriverà” [Articolo del 19 novembre 2020]

“Tra febbraio e marzo ci sarà una terza ondata Covid e se qualcuno pensa che a Natale saremo tutti belli liberi dal virus si sbaglia”. E’ quanto ha detto Guido Bertolaso partecipando alla trasmissione “105 Friends” di Radio 105. Parlando invece della situazione strettamente legata all’Umbria, dove è consulente della Regione per la gestione dell’emergenza pandemica, l’ex capo della Protezione civile nazionale ha spiegato che qui “la situazione è abbastanza sotto controllo grazie anche agli ospedali da campo militare e della Croce rossa che sono stati montati a Perugia e Terni”.

Le parole di Bertolaso

Assieme anche al piano che si è redatto – ha aggiunto Bertolaso – credo che l’Umbria sia in grado di resistere”. “Arcuri ha fatto talmente tante pessime figure nei mesi passati che questo sarà il momento del suo grande riscatto, quindi non posso credere che la distribuzione del vaccino contro il Covid non funzioni”: così Guido Bertolaso ha risposto alla domanda dei conduttori di Radio 105 in merito alla distribuzione del vaccino anti coronovirus affidata al commissario straordinario per l’emergenza pandemica. “La distribuzione del vaccino contro il Covid – ha aggiunto Bertolaso – funzionerà anche perché sono già state coinvolte le Regioni e Arcuri si è già mosso”.

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