L’Istat fotografa il calo della natalità: nel 2025 appena 1,14 figli per donna. Madri sempre più avanti con l’età e cresce la quota di donne senza figli.
In Italia si fanno sempre meno figli e il calo delle nascite prosegue anche nel 2026. A certificarlo è il nuovo rapporto dell’Istat sulla natalità e la fecondità della popolazione residente, che fotografa una tendenza ormai consolidata e un progressivo cambiamento delle scelte familiari.
Nel 2025 le nascite sono state 355.772, circa 14mila in meno rispetto all’anno precedente, con una diminuzione del 3,8%. La flessione sembra continuare anche nei primi mesi del 2026: tra gennaio e luglio sono stati registrati 196.864 nati, l’1,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Fecondità ai minimi: 1,14 figli per donna
Il dato più significativo riguarda il numero medio di figli per donna, sceso nel 2025 a 1,14, rispetto all’1,18 del 2024. Si tratta di un nuovo minimo che conferma le difficoltà dell’Italia nel mantenere i livelli di natalità delle generazioni precedenti.
A incidere è anche l’età sempre più avanzata in cui si diventa genitori. Nel 2025 l’età media delle donne alla nascita del primo figlio è stata di 32 anni, mentre l’età media al parto ha raggiunto i 32,7 anni.
Un quadro che evidenzia come la maternità venga progressivamente rimandata, anche in relazione alle condizioni economiche, lavorative e familiari.
Quasi una donna su quattro senza figli a 50 anni
Tra i dati del rapporto Istat emerge anche il cambiamento nei percorsi di vita delle donne. Tra quelle nate nel 1976, che nel 2026 compiono 50 anni e hanno in gran parte concluso la propria esperienza riproduttiva, il 23% non ha avuto figli. Trent’anni prima, la quota era vicina al 10%.
L’Istat evidenzia come questo fenomeno possa riflettere sia le difficoltà legate alla genitorialità sia scelte di vita che prevedono percorsi alternativi alla maternità.
È diminuito anche il numero medio di figli per donna tra le diverse generazioni: dalle 2,01 nascite medie delle donne nate nel 1947 si è passati a 1,44 per quelle nate nel 1976.
La riduzione riguarda soprattutto i figli successivi al secondo, passati da una media di 0,42 a 0,16.
Laureate madri più tardi: il divario legato all’istruzione
L’età in cui si diventa madri varia anche in base al livello di istruzione. Secondo i dati Istat, le donne con licenza media hanno il primo figlio mediamente a 29,7 anni. Per le diplomate l’età sale a 32,5 anni, mentre per le laureate raggiunge i 34,9 anni.
Le differenze si riscontrano in tutte le aree geografiche del Paese e mostrano quanto i percorsi formativi e professionali siano associati ai tempi della maternità.
Crescono le nascite fuori dal matrimonio
Cambia anche il quadro delle famiglie italiane. Nel 2025 il 44,1% dei bambini è nato fuori dal matrimonio, segno di una trasformazione nelle modalità con cui si formano le famiglie.
Per quanto riguarda i nomi, Sofia e Leonardo sono risultati i più scelti dai genitori.
I dati restituiscono così l’immagine di un Paese in cui diminuiscono le nascite, si riduce il numero medio di figli e cresce l’età alla maternità. Una tendenza che pone interrogativi sul futuro demografico italiano e sulle condizioni necessarie per consentire a chi desidera avere figli di realizzare il proprio progetto familiare.


