De Luca a ‘Che Tempo Che Fa’ commenta il Dpcm di Conte:”È ambiguo ed in ritardo rispetto alle nostre decisioni”

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Vincenzo De Luca

«Nel Dcpm il Governo ha fatto quello che abbiamo fatto già noi da settimane su movida». Il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca rivendica in tv a Che Tempo Che Fa le scelte fatte in tema di contrasto al contagio da Covid come l’anticipo degli orari di chiusura dei locali. Lo “Sceriffo’’ sembra usare bastone e carota commentando a caldo i contenuti del Decreto presidenziale prima che a spiegarle nel dettaglio in conferenza stampa sia il premier Giuseppe Conte.

«Ci sono cose interessanti, c’è una nuova consapevolezza della gravità del problema del Covid». Subito dopo, però, sottolinea le perplessità ravvisando «elementi di grandi ambiguità e cose a metà come la vendita d’asporto sino alle 24 con divieto consumo sul posto e delle adiacenze. Io mi domando: chi le controlla?». E poi ancora: è previsto che «i sindaci possano limitare la mobilità nei singoli quartieri, vie e piazze», per De Luca è questo un altro «carattere di ambiguità e non di chiarezza». E poi il tema del momento, la scuola. Il governatore anche qui fa elogio delle decisioni prese, come quella che prevede sino al 30 ottobre la didattica a distanza. Nel provvedimento di Palazzo Chigi, sottolinea il presidente della Campania, è «previsto quello che noi già abbiamo fatto qui e che ha portato ad una reazione squinternata, creando scandalo. C’è stata una comunicazione sbagliata, noi non abbiamo chiuso niente. Abbiamo fatto la didattica a distanza per due settimane a fronte dell’aumento dei contagi».

La decisione, ribadisce De Luca, è arrivata dopo che «l’Unità di Crisi ci ha detto 800 persone contagiate tra personale scolastico e alunni, che nel giro di 3 giorni potevano arrivare a 3000. Che dovevamo fare? Girare la testa dall’altra parte? È stata una decisione equilibrata e necessaria».

Ecco poi il refrain sulla oggettiva enorme densità abitativa in alcune aree regionali. «Da maggio – afferma sempre da Fazio Vincenzo De Luca – abbiamo aperto tutto in Italia, uniformato le realtà del Paese. La Campania è fragile proprio perché la densità abitativa in regione più altra d’Italia e area metropolitana di Napoli più alta d’Europa. Non può essere fatto un ragionamento sulla scuola, con 1200 contagi devi intervenire contemporaneamente. Da tempo abbiamo predisposto i test sierologici al 90% personale scolastico a fronte 60% in Italia, 900 scuole termoscanner, 3100 in tutto per gli alunni». Sulla questione dell’affollamento sui trasporti, una delle ragioni più evocate in relazione all’interruzione delle lezioni delle scuole.

«Abbiamo messo a disposizione 350 autobus in più, 260 sono già in esercizio». Sulle varie situazioni regionali rispetto alla diffusione del Coronavirus, De Luca fa questo ragionamento: «Vi sono disposizione del Ministero della Salute per tutt’Italia per le situazioni differenziate e menomale che c’è l’autonomia regionale che ha salvato i territori. Per la Campania ragiono sulla densità demografica» ma sui presunti ritardi nelle decisioni, De Luca lancia un’altra stoccata al governo.

«Vedo un ripetersi dell’ordinaria amministrazione, delle cabine di regie, delle riunioni: ci vogliono decisioni più veloci. Arcuri, se nominato come commissario, allora vuol dire che le decisioni vanno prese in un’ora. Noi abbiamo dato indicazioni da una settimana su medici e infermieri, ma i tempi lunghi sulle decisioni sono deleterie per affrontare l’emergenza». Fabio Fazio incalza sulle parole Arcuri sul ritardo delle regioni nelle attivazioni di posti letto, a partire da quelli in terapia intensiva.

Risposta di De Luca: «Non ci sono ritardi in Campania, noi partiamo oggi avendo 16000 dipendenti in meno nella sanità rispetto ad altre regioni d’Italia e partivamo da un numero di terapia intensive meno di altre regioni è un’eredità storica. Noi stiamo combattendo a mani nude, per le terapie intensive ci vuole il personale, sennò facciamo poesie». Arriva una nuova rivendicazione sulle decisioni assunte.  «Ci siamo procurati i vaccini anti influenzale ad aprile e la campagna per è partita al 1 ottobre. Il 12 agosto è stato reso obbligatorio i test molecolari in Campania, stessa cosa sulla fornitura delle mascherine e la riduzione degli orari dei bar per le ore 22/23. Quanto fatto era umanamente possibile, anticipando le decisioni d’Italia».

L’obiettivo per la Campania è «quante vite umane salviamo? Da questo punto di vista in Campania i morti sono bassi rispetto alla percentuale della popolazione residente. Le regioni virtuose del Nord hanno avuto 4 volte i morti in più, altre 25 volte morti in più». Un passaggio anche sulle critiche alla festa di Halloween rispetto all’efficienza della sanità campana il cui «livello è altro ma bisogna essere responsabili qui più che altrove, altro che Halloween, chi non le rispetta più che imbecille è irresponsabile»

. Passaggio finale del collegamento a Che Tempo Che Fa sulla sentenza del giudice sportivo che si è espresso per la sconfitta per il 3 a 0 a tavolino del Napoli per non essersi presentato a Torino per giocare contro la Juventus. «Le solite decisioni a metà, la sentenza è limpida come una scodella di bagnacalda. l’Asl ha fatto quello doveva fare, ha trattato i giocatori come tutti gli altri cittadini».